Incidente Cumana: arriva il comunicato dei sindaci della zona flegrea

Incidente Cumana: arriva il comunicato dei sindaci della zona flegrea

Dopo l’ennesimo incidente sui binari della linea ferroviaria flegrea, i primi cittadini di Quarto,Bacoli, Pozzuoli e Monte di Procida hanno lanciato un appello per “rilanciare il settore dei trasporti” e fare si che “incidenti del genere non accadano più”


“I disagi e rischi corsi dagli utenti delle linee Cumana e Circumflegrea hanno raggiunto oramai livelli non più sopportabili. Questa mattina, a Torregaveta, è stata scongiurata nuovamente una tragedia sulla tratta della Cumana, a poco più di un mese dall’incidente del 28 dicembre, che vide due treni scontrarsi nei pressi della stazione Dazio.

Ma questo è soltanto l’ennesimo episodio che registriamo sempre più spesso sulle linee ferroviarie che servono i Campi Flegrei. E’ tempo di passare dalle parole ai fatti, con interventi concreti e risolutivi”.

Una presa di posizione netta quella assunta dai sindaci di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, in seguito al deragliamento di un treno della Cumana avvenuto questa mattina poco prima della stazione di Torregaveta e che ha causato il ferimento di una donna.

“Più volte, anche in incontri recenti – aggiungono in una nota congiunta i sindaci Vincenzo Figliolia, Josi Gerardo della Ragione, Giuseppe Pugliese e Rosa Capuozzo – abbiamo chiesto al presidente dell’Eav Umberto De Gregorio un servizio sicuro ed efficiente per i nostri cittadini. Questa rete di trasporto serve un bacino ampio di utenti ogni giorno e non può essere trascurata e abbandonata in questo modo.

Oltretutto, se vogliamo rilanciare il turismo sulla costa flegrea e snellire il traffico veicolare, e qui ci rivolgiamo anche al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, la Cumana e l’intero servizio di trasporti devono necessariamente essere efficienti o quanto meno funzionare in modo normale. Difendere i diritti dei nostri cittadini e tutelare il nostro territorio – concludono i quattro sindaci – è un nostro dovere”