“La dissociazione di Cesare Pagano non è sincera”, chiesta la conferma dell’ergastolo

“La dissociazione di Cesare Pagano non è sincera”, chiesta la conferma dell’ergastolo

Il boss della faida di Scampia ha confessato di essere il mandante degli omicidi di Salvatore Dell’Oioio a Qualiano e di Carmine Amoruso a Mugnano


NAPOLI – Si era dissociato dalla camorra, ammettendo le proprie colpe e chiedendo scusa alle famiglie delle sue vittime. Ma per l’accusa Cesare Pagano non è sincero, e le sue dichiarazioni sono frutto di un ragionamento logico volto ad ottenere sconti di pena in un processo dove le prove a suo carico erano schiaccianti.

Questa la tesi del sostituto procuratore Carmine Esposito in corte d’appello, che ha quindi chiesto per il boss degli scissionisti la conferma della condanna all’ergastolo ricevuta in primo grado di giudizio come mandante per l’omicidio di Salvatore Dell’Oioio, nel 2005 a Qualiano, e di Carmine Amoruso nel 2006 a Mugnano. Pagano è stato arrestato nel luglio 2010 a Licola dopo essere stato inserito nella lista dei ricercati più pericolosi d’Italia.

Il boss del clan Amato-Pagano, protagonista della faida di Scampia con il clan Di Lauro, si dissociò il 16 febbraio mentre con una dichiarazione resa in videoconferenza dal carcere di Ascoli Piceno. Per gli altri due imputati Teresa ed Antonio Marrone il procuratore generale ha chiesto la conferma della condanna a 20 anni.

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