La pressione e il contenimento: Napoli-Milan ieri e oggi

La pressione e il contenimento: Napoli-Milan ieri e oggi

Il Napoli non riesce ad abbattere il muro rossonero nonostante una pressione costante per tutta la durata del match. Insigne porta in vantaggio i biancoazzurri, di Bonaventura il pareggio. Napoli ancora vittima dell’unico tiro subito in partita.

@Saverio Nappo

Napoli's Italian forward Lorenzo Insigne (R) celebrates after scoring during the Italian Serie A football match SSC Napoli vs AC Milan on February 22, 2016 at the San Paolo stadium in Naples. / AFP / CARLO HERMANN (Photo credit should read CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

Ricordo che la prima volta che sono andato allo stadio mi ci portò papà, nei primi anni ’90, e fu proprio in occasione di un Napoli-Milan. Ricordo benissimo ogni immagine, ogni scena, di quel mondo affascinante che mi circondava coinvolgendomi, rapendo totalmente i miei sensi. Fuorigrotta era come impazzita, le auto erano parcheggiate ovunque, in ogni modo e creavano infiniti labirinti casuali che le persone, me e mio padre compreso, percorrevano con la speranza di spuntare davanti a qualche varco utile per entrare con i biglietti che tutti avevano già in tasca, al sicuro. Ricordo chiaramente che l’unico punto di riferimento per orientarsi era lo stadio stesso che mi pareva gigante. Una cattedrale di cemento e lamiere che ruggiva già due ore prima del fischio d’inizio, senza che sapessi il perché. Non ero mai stato allo stadio. Superato il varco e saliti i pochi gradini, capii quel ruggito intenso e costante da cosa fosse partorito: una massa immensa fatta di persone che mi sembravano galleggiare, uno accanto all’altro. Una bomba pronta ad esplodere.

Stadio-san-paolo-2Sarà in quel momento che questa partita mi è entrata nelle vene e, probabilmente, l’avrei dovuto capire che sarebbe significata sempre qualcosa di più delle centinaia di altre partite che poi avrei visto. Ogni volta salgo le scale tenendo per mano mio padre e ho il cuore che mi pulsa forte in petto. Ogni volta, alla fine dei gradini, sono pronto ad affrontare il diavolo. Così, anni dopo, sono ancora lì, sui gradoni, con il Napoli che sfida i rossoneri. Solo che la storia è cambiata radicalmente. Oggi io, come chiunque si cibi di pallone e numeri, riderei rumorosamente se qualcuno mi dicesse che sperare in un pareggio sarebbe cosa buona e giusta. Allora magari si. Ma ora sarebbe un’offesa al comune buon senso. Tuttavia il calcio è imprevedibile, come l’amore stesso, a pensarci bene. Sarà per questo che provoca dipendenza, come i dolci, come una lasagna appena sfornata, come il bacio di una donna, come un buon vino d’annata.

hamsik-honda-napoli-milan-serie-a_1xgw70e5s1hgwzqyq1jur4ejgOggi, una vita dopo il mio primo Napoli-Milan, la superiorità dei partenopei è imbarazzante. Nella sfida del girone di andata, a San Siro il Napoli liquidò i padroni di casa con un netto 0-4. Nessuno ebbe da dire nulla. Il calcio è un gioco, è vero, ma è fatto di numeri. E i numeri sono chiari ed incontestabili, un po’ come i detti popolari. Stasera, nella sfida del girone di ritorno, al San Paolo, il Napoli ha totalizzato una percentuale di possesso palla del 66% a discapito del 34% prodotto dagli ospiti. 19 tiri contro i 7 realizzati dal Milan, di cui 4 nello specchio della porta per il Napoli e 1 soltanto per i rossoneri. 549 passaggi completati dal Napoli contro i 231 fatti dal Milan. Sono numeri e per chi non li venera e li rispetta significano solo “noia”. Però sono in grado di dare una lettura semplice della partita: dominio Napoli, Milan assediato.

Napoli's Gonzalo Higuain (C) reacts during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs AC Milan at San Paolo stadium in Naples, Italy, 22 February 2016. ANSA/CESARE ABBATEPerò non sempre il caso –o dovrei dire il calcio- ti restituisce quello che dai. Al San Paolo finisce con un pareggio, 1-1, che regala un sorriso al diavolo che ghigna beffardo ritornando a casa nella notte, sfregandosi le mani come chi sa di aver fatto un terno al lotto o di aver concluso un grosso affare. Avevo 8 anni e la prima partita che ho visto allo stadio fu Napoli-Milan. Finì 0-0 e sentivo il cuore pompare felicità e soddisfazione in tutto il mio corpo. Oggi il cuore pompa forse anche più forte di allora. Ma non per il pareggio. Pompa rimpianto e imprecazioni. È il sapore amaro dell’occasione persa, come la speranza dei giocatori del Milan quando il pallone di Insigne si è insaccato alle spalle di un sedicenne messo a guardia della loro porta. Però poi arriva il pareggio che rivela il vero volto del diavolo: un vecchietto messo alle corde. Giovedì c’è il ritorno di Europa League, non c’è tempo per pensarci su. Rimane solo il ricordo, dolce o amaro che sia. Come di quel Napoli-Milan, quando avevo 8 anni.