Ristorante e festini hard prima e dopo gli omicidi. I rituali dei killer dei Casalesi

Ristorante e festini hard prima e dopo gli omicidi. I rituali dei killer dei Casalesi

Sembrano scene tratte da Gomorra ma è la realtà. Il racconto di due pentiti svela alcuni retroscena dietro a due episodi criminali legati al clan Belforte


CASALESI – Sembrano delle scene tratte dalla serie tv Gomorra ma non lo so. Due pentiti del clan Belforte di Marcianise, raccontando le dimaniche di due fatti criminali, hanno offerto uno spaccato inquietante su quello che accadeva prima e dopo gli omicidi.

I fatti narrati risalgono al quadriennio che va dal 1998 al 2002, sono gli anni in cui imperversa la faida tra i Belforte e i Piccolo. A raccontare è Bruno Buttone del clan Belforte, che chiarisce le dinamiche legate all’omicidio di un uomo del clan rivale Nazareno Mancino, “la morte di Mancino la decidemmo nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, poco prima del mio rilascio”. Buttone racconta che poche ore prima dell’omicidio, insieme ai complici Domenico ed Antonio Raucci, aveva pranzato in un ristorante di Capodrise.

L’altro pentito è Nicola Martino, sempre vicino ai Belforte, che racconta quanto accaduto dopo il tentativo di omicidio di Saverio Mancino. Tra i componenti del commando quella c’era anche un certo Pasquale che era alla sua prima azione, così per festeggiare il suo “battesimo del fuoco”, in suo onore venne organizzato un festino a luci rosse a base di escort e cocaina in un’abitazione di Casoria.

Particolari inquietanti che ricostruiscono le vite criminali di chi ogni giorno convive con la violenza. La realtà spesso supera la fiction.

(foto: Edizionecaserta.it)