Tesori di Giugliano, l’opera di Fabrizio Santafede a Santa Sofia

Tesori di Giugliano, l’opera di Fabrizio Santafede a Santa Sofia

Fascino e religiosità di un giovane alle prime esperienze. L’opera è del 1579, quando l’artista aveva circa 19 anni


GIUGLIANO – È un opera che incuriosisce quella di Fabrizio Santafede nella Collegiata di S. Sofia, a Giugliano in Campania, un’opera quasi atipica nello sfavillante ambiente di stile barocco. Il perché? Essa si trovava nella chiesa precedente (forse del XIII/XIV secolo) a quella attuale del XVII secolo, dove oggi possiamo ammirarla nel transetto sinistro. È firmata e datata 1579; sorprende sapere che l’artista, essendo nato attorno al 1560, quando la realizzò doveva avere all’incirca 19 anni.

santa sofiaQuindi con sicurezza una delle primissime opere, l’esperimento di un giovane che, verosimilmente, all’epoca era ancora a bottega dal maestro. Si nota un’impostazione fatta non per stupire, ma per invitare i fedeli alla preghiera, un’immagine tipicamente devozionale, calda, oltre che una vera e propria “ Bibbia per i poveri”, grazie alle immagini della vita di Maria e di Gesù che la contornano (poiché all’epoca le immagini erano l’unico strumento per far conoscere le Sacre Scritture al popolo che, nella quasi totalità, non conosceva la lingua di queste: il Latino).

Insomma, colui che per sensibilità, stile e maestria fu poi definito “il Raffaello napoletano” iniziò a formarsi proprio in questi ambienti della provincia; un artista destinato ad avere successo e ad essere richiesto non solo in Italia, ma anche al di fuori, e che già in quest’opera, seppur con una semplicità di stile e toni (com’è ovvio che sia per un giovane alle prime armi) fa intravedere quella grande capacità espressiva che caratterizzerà la sua pittura, sintesi di manierismo tosco – veneto e pittura tonale veneziana.