Villaggio turistico in Sardegna costruito coi soldi del clan dei Casalesi

Villaggio turistico in Sardegna costruito coi soldi del clan dei Casalesi

Indagate 14 persone. Tra gli altri il consigliere regionale della Campania Luciano Passariello


CAGLIARI – Trasferire il processo, almeno per alcuni imputati, in Campania dove, secondo gli avvocati difensori, sarebbero avvenuti i fatti oggetto di contestazione. E’ una delle istanze presentate ieri davanti al Gup di Cagliari Cristina Ornano, nella prima udienza preliminare che decidera’ sulla richiesta di rinvio a giudizio per riciclaggio formulata dal sostituto procuratore della Dda di Cagliari Emanuele Secci, nei confronti dell’europarlamentare Salvatore Cicu (Fi), dell’ex sindaco di Sestu Luciano Taccori e dell’ex capogruppo forzista dello stesso Comune Paolo Cau.

I tre sono accusati con altre 14 persone residenti in Campania di aver riciclato in Sardegna del denaro proveniente dai clan camorristici dei Casalesi e D’Alessandro. Davanti al Gup sono state presentate le prime eccezioni preliminari da parte di alcuni avvocati campani sulla territorialita’, ovvero sulla competenza del giudice che dovra’ esaminare le contestazioni. Il giudice si e’ riservato e ha rinviato l’udienza al 20 e al 27 aprile.

L’inchiesta – condotta dai militari del Gico della Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia – e’ legata alla vendita di un terreno a Villasimius da parte della societa’ Turicost (nella quale l’europarlamentare sarebbe stato socio occulto assieme a Taccori) ad una cordata di imprenditori campani che poi hanno realizzato il villaggio turistico S’Incantu.

Un’indagine molto complessa che ha potuto accertare anche l’arrivo in Sardegna, il 5 agosto 2003, di Gennaro Chierchia, noto Rino ‘o Pecorone, esponente di punta del clan camorristico D’Alessandro di Castellamare, poi ucciso in un agguato il 28 ottobre 2008.

Secondo l’accusa, portava in una valigetta 400 mila euro in contanti per chiudere l’affare.

Oltre ai tre politici sardi, sono indagati 14 campani accusati a vario titolo di riciclaggio di soldi della camorra dei i clan dei Casalesi e D’Alessandro. Si tratta del consigliere regionale Luciano Passariello, 55 anni di Napoli, Alessandra Coronella, 42, di Aversa; Antonino Di Martino, 51, di Piano di Sorrento, Luisa Di Martino, 43, di Vico Equense, Alessandro Falco, 42, di Napoli; Nicola Fontana, 56, Rosa Fontana, 82, Rosa Garofalo, 53, Bartolomeo Piccolo, Gilda Piccolo, 53, tutti di Casapesenna; Angela Miccio, 51, di Piano di Sorrento; Salvatore Venturino, 50, di Napoli; Sabino Gioia, 54, e Antonio Vieri, 58, di Avellino.

“Nessun atto mi è stato notificato – dichiara il consigliere regionale Luciano Passariello a Il Mattino – Non ho partecipato all’atto notarile di vendita e quindi come avrei potuto sapere a chi andavano le quote? Detto ciò, sono e resto disponibile a chiarire totalmente la mia posizione alla magistratura al fine di fare la massima chiarezza sulla vicenda”.

fonte CASERTACE