Appalti e corruzione: in manette sindaco, consiglieri ed imprenditore nel casertano

Appalti e corruzione: in manette sindaco, consiglieri ed imprenditore nel casertano

Il primo cittadino è finito in carcere. L’inchiesta, riguardante l’appalto rifiuti, coinvolge 5 persone. Avviso di garanzia anche al comandante della Polizia Municipale


HINTERLAND – Terremoto in un comune casertano. I carabinieri del Comando Compagnia di Maddaloni, coordinati dai Magistrati della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ad agli arresti domiciliari, emessi dal GIP presso il locale Tribunale, nei confronti di 5 indagati, (2 in carcere e 3 agli arresti domiciliari), tra cui il sindaco del comune di Maddaloni (CE) Rosa De Lucia (Forza Italia), altri appartenenti all’amministrazione comunale (assessore e due consiglieri) ed un imprenditore, ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, tentata induzione indebita a dare e promettere qualcosa e peculato in concorso.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari saranno notificate informazioni di garanzia in ordine ai reati di corruzione per un Consigliere di maggioranza e, per peculato, nei confronti del Comandante della Locale Polizia Municipale, Bartolomeo Vinciguerra.

I carabinieri stanno procedendo anche al sequestro preventivo di un importo di circa 1 milione di euro a carico dell’imprenditore destinatario del provvedimento cautelare.

I NOMI. In carcere: Rosa De Lucia, sindaco di Maddaloni; Alberto Di Nardi, titolare della ditta DHI “Di Nardi Holding Spa”. Ai domiciliari: Cecilia D’Anna, assessore alla Cultura; Giancarlo Vigliotta, consigliere comunale; Giuseppina Pascarella, consigliere comunale.

L’INCHIESTA. L’indagine, avviata nel mese di giugno 2015, è stata incentrata sulle anomalie legate al servizioraccolta rifiuti effettuato nel Comune di Maddaloni, affidato dall’anno 2011 senza alcuna proceduradi gara, alla ditta DHI srl di Pastorano (CE).

L’attività investigativa ha preso l’avvio dalla denuncia sporta presso il Comando Stazione Carabinieri di Maddaloni da un imprenditore, attivo nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, integrata dalle successive dichiarazioni da lui rese.

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Il sindaco De Lucia

L’indagine si è tuttavia arricchita di molteplici altri elementi, quali attività intercettative, esiti di attività di osservazione e pedinamento, che hanno consentito di ricostruire le molteplici vicende oggetto di contestazione e di confermare l’attendibilità delle dichiarazioni rese dall’imprenditore.

Nucleo essenziale dell’indagine è costituito dal rapporto corruttivo instauratosi fra il sindaco De Lucia e l’imprenditore Di Nardi, che ha poi intessuto rapporti anche con i massimi esponenti dell’amministrazione comunale maddalonese.

Il principale interesse che ha legato il sindaco e l’imprenditore è costituito dalle vicende relative alla proroga dell’affidamento diretto del servizio di raccolta di rifiuti alla DHI Holding Industriale s.p.a di Alberto Di Nardi che, già affidataria dello stesso servizio presso il comune di Maddaloni sindal 19.10.2011, otteneva, nell’arco temporale dal 27.6.2013 fino al 1.10.2015, l’emissione di ordinanze di proroghe trimestrali dei lucrativi affidamenti diretti del servizio di igiene urbana (comportanti un impegno di spesa di €.423.766,20 mensili), in modo illegittimo sia per la mancanza dei presupposti eccezionale ed urgente necessità, sia perché eccedenti i limiti massimi di 18 mesi, proroghe a cui è seguita l’illecita predisposizione del redigendo bando di gara quinquennale.