Caso Pantani, l’ex boss: “Solo i Mallardo di Giugliano potevano fare una cosa simile”

Caso Pantani, l’ex boss: “Solo i Mallardo di Giugliano potevano fare una cosa simile”

Spuntano nuovi retroscena dopo l’intercettazione diffusa qualche giorno fa da Sport Mediaset. Dall’inchiesta emergono ulteriori conferme: l’Alleanza di Secondigliano voleva far squalificare il Pirata per non pagare le scommesse


FORLI’ – Reati prescritti e impossibilità di individuare i responsabili. Il caso di Marco Pantani, squalificato al Giro d’Italia del ’99 e poi trovato morto in una stanza d’albergo nel 2004 dopo anni molto difficili per lui, rischia di chiudersi così. La Procura di Forlì ha infatti presentato una richiesta d’archivizione ma negli ultimi giorni sono emersi altri inquietanti dettagli che dimostrerebbero il ruolo-chiave della camorra in questa brutta storia, in particolare uno dei cartelli camorristici più spietato ed infiltrato nei vari settori della società: la cosiddetta “Alleanza di Secondigliano” formata dai clan Mallardo di Giugliano, Contini dell’Arenaccia e Licciardi di Secondigliano.

Pantani - giro d'Italia
Pantani durante una tappa del Giro d’Italia

Sport Mediaset ha infatti dichiarato che nei giorni scorsi l’ex boss Augusto La Torre, una volta egemone a Mondragone per conto della fazione “Bardellino” dei Casalesi,  abbia confermato ad un suo parente – ripetendo cinque volte la parola “sì” – che a far perdere il Giro d’ItaliaPantani fu la camorra, cambiando le provette di sangue incastrando così il Pirata. La Torre lo rivelò anche a Renato Vallazansca in carcere. Quest’ultimo lo riferì a sua volta ai PM nel 2007, ma all’epoca non si trovarono conferme.

Successivamente (e questo è emerso negli ultimi giorni), come riporta oggi Il Mattino, un malavitoso di Secondigliano fu intercettato mentre diceva a una sua parente che «sì, a Madonna di Campiglio, la provetta fu alterata». La camorra, dunque, avrebbe taroccato i test del Pirata perché, se avesse vinto, l’Alleanza di Secondigliano non sarebbe stata in grado di pagare le scommesse clandestine. La camorra fermò Pantani nel modo più subdolo e l’Italia intera smise di credere nel ciclismo. Le parole di La Torre purtroppo lo confermano.

L’ex boss La Torre parlò del caso anche con i capiclan Angelo Moccia, di Afragola; Luigi Vollaro, di Portici; ed il casalese Francesco Bidognetti. Come affermò lo stesso La Torre, tutti e tre i capiclan confermarono che «solo i Mallardo di Giugliano, con poteri decisionali nell’Alleanza di Secondigliano, potevano aver fatto una cosa simile». Il motivo? Per coprire le scommesse a nero, la camorra sarebbe andata in «bancarotta».

(foto copertina: Marco Pantani ed il boss Francesco Mallardo)