Festa della Donna: sapete veramente perché si festeggia oggi?

Festa della Donna: sapete veramente perché si festeggia oggi?

Verità e bugie sul racconto che ha generato la festività dell’8 marzo


Se chiedessimo alle donne perché oggi – 8 marzo – si celebra la festa della donna, forse la maggior parte di loro risponderebbe che in questa data si ricorda il sacrificio di un gruppo di lavoratrici americane che agli inizi del ‘900 morì a causa di un incendio all’interno della fabbrica in cui erano state rinchiuse. Ma quanto c’è di vero in tutta questa storia?

Il mito. La tradizione su cui si basa la festa della donna porta con sé diversi interrogativi che fanno scricchiolare la storia giunta fino ai nostri giorni. La versione principale del mito si riferisce ad un episodio che sarebbe avvenuto nel 1908, anno in cui durante un incendio nella fabbrica di camicie Cottons di New York, sarebbero morte un numero imprecisato di donne.

Ma il racconto è confuso. Non sono forniti dettagli fondamentali come ad esempio il numero preciso delle vittime o i reali motivi dell’incendio, e soprattutto a New York non è mai esistita una fabbrica chiamata Cottons. Forse questa versione prende spunto da un episodio simile realmente accaduto a New York nel 1911 dove morirono 146 persone, 123 donne e 23 uomini, a causa di un incendio che nulla aveva a che vedere con le rivendicazioni dei diritti delle donne.

La vera storia. La vera storia dell’8 marzo è un’altra e affonda le sue radici nelle lotte femministe di inizio ‘900. In quegli anni a Copenaghen si tenne una conferenza internazionale delle donne socialiste, tema principale del dibattito: la lotta per il riconoscimento del ruolo della donna nel mondo del lavoro e il diritto di voto. In un clima di grande fermento, Clara Zetkin – esponente del Partito Comunista Tedesco – propose all’assemblea di indire una giornata mondiale per i diritti delle donne. Da quel momento in poi si celebreranno diverse giornate mondiali della donna in diverse date, le prime donne ad utilizzare l’8 marzo – in maniera del tutto casuale – saranno le tedesche nel 1914, seguite dalle russe nel 1917. Rapidamente questa data divenne comune a tanti altri Paesi ma per avere un riconoscimento ufficiale di questa festività si dovrà attendere il 1975, quando le Nazioni Unite stabiliranno l’8 marzo come “Giornata nazionale delle donne”.

Clara Zetkin, la donna che propose di istituire la "Festa della Donna"
Clara Zetkin, la donna che propose di istituire la “Festa della Donna”

L’Italia e la mimosa. In Italia la festa della donna è associata alla mimosa. Questa tradizione, tutta italiana, è riconducibile all’iniziativa di alcune donne partigiane. Durante la prima festa della donna celebrata dopo la seconda Guerra Mondiale, Teresa Noce e Teresa Mattei decisero di utilizzare la mimosa come simbolo della festa. Alla base di questa decisione influì il fatto che si trattava di un fiore molto economico e che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo. Sicuramente una versione meno poetica rispetto alla storia che fa risalire la tradizione di regalare questo fiore ad un albero di mimose che cresceva nei pressi della fabbrica andata a fuoco.

mimosa
La mimosa, simbolo italiano della “Festa della Donna”

Certamente il racconto di decine di donne morte in un incendio per difendere i propri diritti commuove e fa effetto ma è un mito e come tutti i miti ha un valore simbolico che in parte oscura la verità. La memoria storica infatti è un’altra e racconta di un pugno di donne agguerrite che, senza morire in un incendio, hanno combattuto in vita per dei diritti che a noi contemporanei sembrano ovvi, ma che fino a 100 anni fa non erano così scontati.

Riscoprire questa storia e valorizzare il vero spirito di questa festa è un diritto – e un dovere – per tutte le donne che intendono dimostrare, una volta per tutte, che “oltre alle gambe c’è di più”.