Giugliano, polemiche pasquali tra maggioranza e opposizione

Giugliano, polemiche pasquali tra maggioranza e opposizione

Per la minoranza, ancora scottata dal rifiuto di trattare alcuni temi proposti nel prossimo consiglio comunale, “nominati parenti degli scrutatori in vista del referendum”. La maggioranza: “pensare al bene comune ed avere rispetto”


GIUGLIANO – E’una Pasqua di polemiche quella che stanno vivendo i politici giuglianesi in seguito alle nomine di scrutatori e presidenti di seggio, alcuni dei quali parenti di alcuni esponenti della maggioranza, in vista del referendum contro le trivellazioni in mare del prossimo 17 aprile. La polemica tra maggioranza ed opposizione, già accesa dal mancato accordo sull’introduzione dei temi “furti al Mog” e “Più Europa” nella prossima assise in programma il prossimo 4 aprile, ha assunto contorni più ampi. Così, alcuni dei maggiori rappresentanti dell’opposizione hanno pensato di esternare, a mezzo Facebook, il proprio disappunto. Ecco alcuni stralci di quanto da loro espresso sul social network:

“‪Halloween‬ a ‪Pasqua‬, a Giugliano si può! Si consumano- scrive Anna Russo di Cambia Menti- scherzetti di pessimo gusto ed a farne le spese tra personalismi, scorrettezze e cadute di stile, è unicamente la città (…) Dai papà alle mogli, passando per i cugini, alcuni colleghi di minoranza si sono ritrovati i parenti nominati come scrutatori dopo le polemiche di questi giorni in cui si è assunta una linea, condivisa e inequivocabile, rispetto al rinunciare alla logica di ‘spartizione’ che è stata scelta come metodo per la selezione. Abbiamo proposto il ‪‎sorteggio‬ e per dispetto ci hanno infilato anche i parenti di alcuni esponenti di minoranza, che però a differenza degli altri (parenti e amici) ringraziano il dottore, rifiutano l’offerta e vanno avanti. Il rispetto delle persone dovrebbe essere alla base delle relazioni umane e presupporre educazione, queste persone pagano dazio esclusivo di affiancare nella vita, per scelta o per destino, persone esposte pubblicamente”.

“È proprio questo l’esempio- scrive Alfonso Sequino, capogruppo di Forza Italia- Si gioca con i cittadini e con la cosa pubblica in modo infantile senza pensare che con quei soldi qualche famiglia potrebbe farci la spesa per una settimana. Un gesto che fa disgusto”.

Tra gli esponenti dell’opposizione che hanno risposto a queste accuse c’è Francesco Iovinella di Giugliano Libera, che scrive: “Riportiamo al centro delle discussioni il bene comune, con le commissioni, le conferenze dei capigruppo, con tavoli trasversali aperti, con tutte quelle opzioni che già conosciamo. Organizziamo incontri maggioranza e minoranza più frequenti e meno strutturati sulla vittoria e sulla sconfitta e più improntati sul sereno scambio di opinioni. C’è bisogno semplicemente di ritornare alla politica. Quella vera, quella alta, figlia della ragione e non dell’urlo, quella che si concentra sulla soluzione dei problemi. Quella del rispetto personale ed istituzionale. Quella che vuole allevare un mondo più giusto. Penso fermamente che in questo debba crescere la maggioranza, debba crescere l’opposizione, così crescerà Giugliano. A tempo debito, non prima, ognuno presenterà il conto a chi sarà giudice ed esattore”.

A ribattere è anche Gennaro di Gennaro di NCD: “Viviamo- scrive- un periodo particolarmente difficile caratterizzato da una forte crisi economica/occupazionale e da un evidente disagio sociale che sentiamo e viviamo quotidianamente. Tale situazione crea preoccupazione per un futuro ancora incerto dove soprattutto i giovani e le fasce deboli non trovano le giuste e necessarie risposte. Ritengo utile e necessario fare appello al senso di responsabilità di tutte le forze politiche, delle componenti della vita economica, istituzionale del nostro territorio affinché tutti insieme possano rinnovare quel clima di serenità che negli ultimi tempi si è indebolito. Maggioranza e opposizione, dobbiamo lavorare con fiducia, dignità e reciproco rispetto per una nuova fase politico/ amministrativa ed economica che porti al raggiungimento del bene comune”.