Gli affari dei clan nelle intercettazioni tra Ettore Bosti e “zio Ciccio” Mallardo

Gli affari dei clan nelle intercettazioni tra Ettore Bosti e “zio Ciccio” Mallardo

Smentita una possibile crisi all’interno della Alleanza di Secondigliano, secondo la Dda attiva per gli affari illeciti “oggi più che mai”. Il boss di Giugliano resta uno dei capi incontrastati


arresti della camorra da parte dei carabinieri

NAPOLI – Gestione delle agenzie di scommesse, contrabbando di sigarette, imprese di pulizia, edilizia, apertura di esercizi commerciali, acquisti di garage, gestione del mercato della frutta e controllo delle Case del Risanamento. E poi, ancora, le estorsioni per sostenere gli affiliati finiti in cella. Sono alcuni degli affari della cosiddetta Alleanza di Secondigliano – cartello camorristico formato dai clan Contini-Licciardi-Mallardo – che emergono dalle intercettazioni dell’Antimafia partenopea pubblicate (uno stralcio inserito in un’ordinanza) stamani dal quotidiano “Il Roma”.

In particolare gli intercettati sono zio e nipote: Francesco Mallardo, boss di Giugliano ritornato in carcere il 16 novembre scorso, ed Ettore Bosti detto ‘o russ’, arrestato poche settimane fa in un blitz contro i Contini e figlio della sorella della moglie del malavitoso giuglianese. Dettagli, quelli emersi dall’ascolto della conversazioni, che potrebbero risultare molto utili agli investigatori. C’è anche un incontro intercettato nell’abitazione di Mallardo, detto Ciccio ‘e Carlantonio, a Sulmona. I due discussero di un garage da acquistare nel quarto Vasto a Napoli. Ettore Bosti andò a trattare col proprietario ma riferendosi al rifiuto di quest’ultimo per il prezzo ritenuto troppo basso disse allo zio: “Posso fare a modo mio….io subito me lo prendo…andavo là…lo minacciavo e me lo prendevo…o me lo dai o ti uccido…”.

Di recente qualche investigatore aveva ipotizzato una possibile crisi nella “Alleanza di Secondigliano” ma, a quanto pare, secondo la Dda di Napoli – riporta ancora “Il Roma – la federazione tra i clan (Contini-Bosti-Licciardi-Mallardo) oggi è attiva più che mai e Francesco Mallardo (forse fino al suo ultimo arresto) è il boss incontrastato come dimostrando l’atteggiamento da capo che assumeva negli incontri con luogotenenti o reggenti dei clan alleati nel periodo in cui era libero.

Una grande “famiglia” criminale nella quale ci sono anche i Vastarella-Tolomelli della Sanità (come dimostra un summit interrotto pochi mesi fa in via Santa Caterina da Siena a Giugliano dopo la morte di Feliciano Mallardo) e che può vantare rapporti saldi anche con i Casalesi.