Il caso del piccolo Giuseppe, prosegue la raccolta firme: obiettivo 50mila

Il caso del piccolo Giuseppe, prosegue la raccolta firme: obiettivo 50mila

Serve ancora uno sforzo per aiutare il bambino giuglianese ed altri che potrebbero ritrovarsi nella sua situazione. La richiesta, dopo il ritorno a casa, è l’assistenza domiciliare h24 anche dopo il parto della madre


GIUGLIANO – Prosegue la raccolta firme per garantire l’assistenza domiciliare H24 al piccolo Giuseppe Martinelli, bambino giuglianese di 5 anni. La sua storia sta ormai commuovendo ed appassionando tutta Italia ed è finita anche sulle reti televisive nazionali come Canale 5 e Rai 1. Tantissimi anche i vip che hanno aderito alla causa (per citarne qualcuno: Marek Hamsik, Gigi D’Alessio, Massimiliano Rosolino, Maurizio Casagrande).

giuseppe torna a casaLa petizione, lanciata attraverso la piattaforma Change.org (QUI IL LINK PER FIRMARE), ha raggiunto al momento oltre 37mila firme ma l’obiettivo è raggiungere quota 50mila. I destinati sono il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente Regione Campania Vincenzo De Luca e l’Asl.

Giuseppe fu investito nel 2014 a Formia. Da allora ha trascorso 18 mesi mesi negli ospedali romani, attaccato a macchinari che lo mantengono in vita perché è paralizzato e non respira autonomamente. Mesi difficili per i genitori visto che il padre, avvocato, è stato costretto a fare la spola con tra Roma e Napoli a causa del lavoro, mentre la madre è anche lei ricoverata in ospedale per una gravidanza difficile.

Adesso il bambino è ritornato finalmente a casa e l’Asl, dopo l’interessamento di personalità di spicco come lo stesso presidente De Luca, ha concesso l’assistenza ma il provvedimento si è rivelato una beffa. Al piccolo Giuseppe è stata infatti concessa l’assistenza completa solo fino a 2 mesi dopo il parto della madre, dopodiché sarà assistito solo 6 ore al giorno. Il bambino però ha bisogno di cure per tutta la giornata, rischia di morire, ed i genitori non possono fare tutto da soli anche perché c’è bisogno di personale specializzato.

Una situazione paradossale, insomma, in cui un bambino non può ricevere le cure necessarie a causa della spending review e dei tagli alla sanità. Lo stesso potrebbe accadere anche con altri bambini ed allora la petizione risulta fondamentale per cambiare una legge assurda.