Napoli a difesa della sua identità laica: San Gennaro non si tocca!

Napoli a difesa della sua identità laica: San Gennaro non si tocca!

Il decreto firmato dal ministro Alfano delegittima una tradizione popolare rispettata per oltre cinque secoli affidando, di punto e in bianco, il tesoro di San Gennaro nelle mani del cardinale Sepe

@Saverio Nappo

NAPOLI – Ci risiamo. È come se fosse tutto uno scherzo, oppure un modo per ferire un popolo o comunque un tentativo di mettergli i bastoni tra le ruote e sminuire la sua identità. Napoli è una città tornata a vivere, una realtà che si è rimboccata le maniche guardandosi allo specchio ammettendo le proprie colpe e i propri errori. Ma non solo i propri. La città è un corpo umano-sociale, gli organi che lo compongono sono le istituzioni, la società civile, le usanze, la sua storia. Ma il cuore pulsante resta il popolo, anima e mente, spettatore e giudice, tifoso e giocatore. Qualcuno ha detto che “il popolo decide pure a quali santi affidarsi”. Il santo, sotto il sole, è uno solo: faccia gialla, il santo popolano, il santo buono o, semplicemente, San Gennaro. Il suo tesoro ha un valore inestimabile oltre ad avere origini che raccontano la storia sociale della città che lo conserva in grembo. Si stima che il suo valore superi quello del tesoro dei reali di Inghilterra e che sia invidiato da tutti i reali del globo. La differenza tra il tesoro partenopeo e i tesori mondiali è evidente ed indicativa: la proprietà.

san gennaro
San Gennaro a Forcella, dello street artist Jorit

Il tesoro di San Gennaro da sempre è gestito dal popolo in maniera laica e totalmente distaccata dai governi che si sono succeduti e dalla chiesa romana. Questo tipo di gestione, esempio unico al mondo, caratterizza un aspetto fondamentale della cultura partenopea, da sempre libera e autogestita e perciò aperta e solidale e mai chiusa e disprezzante. Il decreto firmato dal ministro Alfano ha snaturato di fatto una caratteristica di un popolo trasformandola in una controllata della Curia di Napoli, sotto giogo del sempreverde e sempre discutibile cardinale Crescenzio Sepe. A che pro? Nessuno. Almeno ufficialmente. Perché sotto la maschera dell’affidabile gestore si nasconde l’ennesimo tentativo di delegittimazione popolare e umiliazione storica. Se un popolo non ha radici o perde le sue tracce non può fare altro che seguire il pastore come un gregge, senza chiedersi niente e senza aspettarsi alcun che. Ma, questa volta, non è andato tutto liscio come l’olio e da Roma hanno messo un piede in fuori gioco. Napoli ha alzato la voce e si sta stringendo a protezione del santo. Sui social network, tra le strade, fuori ai bar. Identità Insorgenti, sito web impegnato nella tutela della meridionalità, ha chiamato il popolo a raccolta proprio ai piedi del santo, a piazza Duomo, creando un apposito EVENTO SU FACEBOOK. Napoli sa bene chi è e pretende rispetto. #SanGennaroNonSiTocca