Napoli: morto Giulio Murolo, l’infermiere della strage di Secondigliano

Napoli: morto Giulio Murolo, l’infermiere della strage di Secondigliano

Quattro giorni fa aveva tentato il suicidio ingerendo una dose letale di farmaci. Il suo cuore si è fermato ieri pomeriggio all’ospedale Loreto Mare


NAPOLI – Giulio Murolo, l’infermiere che il 15 maggio 2015 in preda ad un raptus di follia uccise 5 innocenti dal balcone della sua casa di via Miano (LEGGI QUI), è morto. Il decesso è avvenuto presso l’ospedale Loreto Mare dove Murolo era ricoveta da quando – quattro giorni fa – aveva tentato il suicidio ingerendo una dose massiccia di farmaci.

L’infermiere, dopo aver preso coscienza di quanto aveva compiuto, aveva da sempre manifestato propositi suicidi e per questo era stato tenuto in isolamento. Negli ultimi mesi però era stato trasferito al padiglione “Avellino” del carcere di Poggioreale, dove nei giorni scorsi, ha dato concretezza ai suoi propositi.

Il ricovero all’ospedale Loreto Mare non è servito a migliorare le condizioni di Murolo, una crisi respiratoria è stata fatale: il cuore dell’uomo si è fermato ieri pomeriggio intorno alle 16.00.

Resta ora da capire la dinamica del suicidio. Viste le sue condizioni psichiche, l’infermiere era un detenuto sotto osservazione e i farmaci che gli venivano somministrati avevano un dosaggio controllato. Come ha fatto Murolo ad assumere una dose letale?

Secondo la prima ricostruzione l’uomo – sfruttando anche la sua esperienza da infermiere – avrebbe occultato le pillole che gli venivano date fingendo di ingerirle, in modo da accumularne un quantitativo tale da costituire una dose letale.