Nick Mason, Dante, Caronte e i Campi Flegrei

Nick Mason, Dante, Caronte e i Campi Flegrei

A spasso con Nick Mason e la sua street art, tra significati allegorici e richiami all’epica . I Campi Flegrei tornano a cantare la loro storia mescolata con la modernità attraverso una serie di affischer

@Saverio Nappo

Intervento ispirato dal Caronte del Dorè
Nick Mason, "Campi Flegrei Zuppa", Bacoli, 2015
Nick Mason, “Campi Flegrei Zuppa”, Bacoli, 2015

Arriverà il momento di dare un nome al vento di rinnovamento culturale che sta soffiando su Napoli e sui campi flegrei in generale. Il nuovo rinascimento con cui la città si sta rifacendo il trucco è qualcosa che era nell’aria, qualcosa che è sempre stata fondamentalmente intrinseca nei luoghi e nelle genti che compongono il mosaico bellissimo raffigurante Parthenope e i Phlegraei Campi. L’arte è il frutto della terra che nasce attraverso il lavoro degli uomini che si sono nutriti di bocconi di culture passate, insaporiti con sfumature di salsedine. Il pennello, la vernice, la mano dell’uomo sono solo i mezzi con cui viene data la parola ai luoghi, ai muri, alle vie, altrimenti grigie e silenziose. Ma il silenzio è tipico di chi non ha niente da dire. Urlate! Urlate!

 Nick Mason, "Virgilio e Dante a Baia", Baia, 2015
Nick Mason, “Virgilio e Dante a Baia”, Baia, 2015

Se vi capita di camminare per i saliscendi di Bacoli e Baia, nel cuore dei Campi Flegrei, alzate la testa e con essa lo sguardo. In fondo ad un vicolo stretto potreste scorgere il mare, o forse anche l’isola di Procida, o forse una nave che riempie il blu tra la sabbia e l’isola. O magari potreste essere rapiti dalle case abbracciate tra loro, mai uguali, colorate di bianco e di azzurro, di verde o di rosso pompeiano. Oppure la vostra attenzione potrebbe essere rapita da un degli affischer di Nicola Masuottolo, meglio conosciuto come Nick Mason. Questo figlio di Capo Miseno, cresciuto nell’arte con l’arte, è l’interprete del linguaggio mistico di luoghi saturi di storia e poesia. Senza far rumore, mai fuori luogo, perfettamente sulla stessa linea d’onda storico-culturale. Bacoli e Baia lo hanno abbracciato in cambio di parole a colori. In questo video per il Corriere del Mezzoggiorno si racconta durante un intervento artistico.

Nick Mason, "Bisogno Primario", Bacoli, 2016
Nick Mason, “Bisogno Primario”, Bacoli, 2016

Qualcuno lo paragona Zilda, streeartist di livello internazionale, qualcun altro lo accosta a Gustave Dorè. La verità è che le sue opere sono legate indissolubilmente ai luoghi dove la sua vita ha messo le radici, alla terra rossiccia e ciottolosa che insaporisce l’uva, al vento che riempie di sale i capelli e al sole che li schiarisce. Le opere di Nick Mason raffigurano la moderna area flegrea e tendono la mano al passato mistico e leggendario di quei luoghi, narrati in lungo e in largo, tra letteratura e leggenda. La street art non è un modo nuovo di fare arte: è l’arte che esce dalle tele, dai saloni silenziosi, dalle gallerie troppo grandi o troppo lontane e ritrova il suo spazio tra la gente comune, senza chiedere nulla in cambio. Solo uno sguardo, solo un assaggio dal sapore di storia.