Ucciso sotto casa, le ipotesi: un colpo non diviso con il clan o vittima della faida

Ucciso sotto casa, le ipotesi: un colpo non diviso con il clan o vittima della faida

Il 54enne massacrato ieri a Miano era in finito in cella per rapina e potrebbe essere stato eliminato per un vecchio conto in sospeso con i Lo Russo. L’altra pista porta ai Licciardi


NAPOLI – Centrato alla testa da almeno 6 dei 10 proiettili esplosi dai sicari. E’ stato ucciso così Pasquale Izzi, 54enne, massacrato ieri mattina in una traversa di via Ianfolla a Miano. In zona si trovavano anche alcuni bambini che hanno assistito alla scena ed il genero della vittima.

Izzi stava per ritornare nel carcere di Ariano Irpino (Avellino) dopo un permesso-premio ottenuto per trascorrere le festività pasquali in famiglia. Era un rapinatore seriale ed era finito in cella nel 2008. A luglio sarebbe tornato in libertà.

Conosceva i personaggi della malavita locale ma non era sicuramente un affiliato alla camorra. Secondo voci confidenziali giunte all’orecchio degli investigatori – scrive oggi “Il Roma” – sarebbe stato ucciso per una rapina al Nord il cui incasso non sarebbe stato diviso con la cosca locale, il clan Lo Russo capeggiato dai fratelli Carlo (che abita a poco distanza dal luogo dell’agguato), Giuseppe e Mario.

Questo del colpo non “diviso” al momento sembra essere dunque il movente più accreditato ma c’è anche un’altra pista investigativa che conduce alla faida in corso tra i Lo Russo, spalleggiati dalla “Vanella Grassi”, e l’asse tra il Rione Sanità e la Masseria Cardone: gli Esposito-Sequino-Vastarella che conterebbero sull’appoggio dei Licciardi. Uno scontro nato per il controllo delle piazze di spaccio del centro storico, business da cui i “Capitoni” sono stati estromessi. Almeno 5 gli agguati avvenuti infatti negli ultimi mesi tra Miano ed il Rione Sanità. L’omicidio Izzi entrerebbe però difficilmente in questo contesto visto che, come detto in precedenza, l’uomo non aveva precedenti di camorra.