Accusato di aver ucciso e bruciato Spike, alla sbarra 24enne di Pozzuoli

Accusato di aver ucciso e bruciato Spike, alla sbarra 24enne di Pozzuoli

Comincia il processo per i fatti di due anni fa. Il comune dedicò una scultura al cane barbaramente seviziato


POZZUOLI – L’accusa a suo carico, gravissima, è quella di aver ferito il cane ed avergli poi dato fuoco. Comincia il processo a carico del 24enne del rione Toiano, Pozzuoli, che secondo la ricostruzione dei carabinieri punì in questo modo Spike, che aveva osato accoppiarsi con la sua cagnolina. A costituirsi parte civile, oltre alla coppia proprietaria di Spike, anche il comune puteolano.

Spike morì dopo tre lunghi giorni d’agonia. Ai suoi proprietari, residenti ad Arco Felice, è stata fornita assistenza legale gratuita. I carabinieri di Pozzuoli individuarono rapidamente il presunto colpevole, che oggi finisce alla sbarra: qualcuno, all’epoca del reato, mise addirittura una taglia per risalire a chi avesse compiuto l’orribile gesto.

L’episodio, che risale all’estate di due anni fa, suscitò sdegno e protesta nella cittadina flegrea. Si mobilitarono le associazioni animaliste, le stesse che con tutta probabilità si raduneranno all’esterno del tribunale per far sentire la propria voce e chiedere giustizia per Spike, cui il comune dedicò una scultura posta proprio nel parco dove fu brutalmente seviziato. Sull’opera viene riportata una celebre frase di Victor Hugo: “Guarda negli occhi un cane e prova ad affermare che non ha un’anima”.