Altro che Terra dei Fuochi, il vero pericolo arriva dall’estero

Altro che Terra dei Fuochi, il vero pericolo arriva dall’estero

L’analisi di Coldiretti rileva alte tossicità sui prodotti importati. In Italia sembra che l’attenzione volga solo sui prodotti del sud. Ora basta speculazioni

@Armando Di Nardo

CAMPANIA – Fare la spesa nel posto e nel modo corretto non è così semplice come si pensa, anche in Italia, patria del buon cibo e della dieta mediterranea. Frutta e verdura sono una garanzia per la nostra salute ma non quando sono importati. Dagli ultimi studi della Coldiretti è emersa tutta una serie di prodotti stranieri che hanno invaso il mercato italiano e che contengono alti tassi di sostanze nocive per la nostra salute (Leggi QUI).

Nella classifica dei prodotti piu’ contaminati ci sono i broccoli dalla Cina e la frutta dall’Egitto: fragole e arance superano i limiti in un caso su tre (33%). Questi prodotti arrivano peraltro in Italia grazie alle agevolazioni all’importazione concesse dall’Unione Europea.  I problemi – sottolinea la Coldiretti – riguardano anche la frutta dal Sud America. Irregolare anche il 15% dei prodotti del Marocco, un altro Paese a cui sono state concesse agevolazioni dall’UE per l’esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali.

In Italia, con particolare riferimento al nord, sembra che questi dati reali facciano meno sensazione delle tante insinuazioni a scopo speculativo sulla cosiddetta Terra dei Fuochi. Da circa cinque anni, infatti, l’economia agricola della Campania ed in particolar modo dell’agro giuglianese-aversano ha subito un brusco stop. A seguito delle dichiarazioni del pentito Schiavone prima e dei tanti servizi in TV poi, i media hanno condotto una campagna denigratoria che ha screditato i prodotti prima ancora di accertarsi degli eventuali danni.

Aziende come la Findus e la Orogel avevano addirittura bloccato le spedizioni dalla Campania. La Pom, invece, puntò su una campagna antimeridionalista che suscitò immediato scalpore (LEGGI). Mentre la Coop sottopone ancora oggi i fornitori campani a un campionamento straordinario.

La discriminazione nei confronti del Sud, attuata con una proditoria azione senza paragoni da parte delle potenti lobbies che proteggono i prodotti del Nord , non è ancora terminata. Senza dubbio dopo le analisi svolte negli anni, i prodotti della Terra dei Fuochi, o meglio, della zona compresa tra Napoli nord e Caserta, sono diventati i più controllati d’Europa. Mai prima d’ora, infatti, si era proceduto ad uno screening di tale portata. Ora sarebbe auspicabile che lo Stato tutelasse il Made in Italy con particolare riferimento ai prodotti del nostro territorio e magari, in collaborazione con la Regione Campania, creasse un marchio di garanzia che, provocatoriamente, potrebbe riportare la dicitura “Prodotti de La Terra dei Fuochi”, stavolta, nell’accezione positiva del termine.