Eav Bus, gli ex dipendenti: “da 4 anni attendiamo il TFR”

Eav Bus, gli ex dipendenti: “da 4 anni attendiamo il TFR”

“Ad oggi- spiega Giovanni Rescigno in rappresentanza degli ex lavoratori- non sappiamo a chi rivolgerci. Cercherò di spiegare la questione in modo il più chiaro possibile”


NAPOLI – Ci scrivono gli ex dipendenti dell’Eav Bus. Siamo un gruppo di persone in pensione dal settembre del 2013 (circa duecento) che ricevono regolarmente dall’INPS il dovuto, ma non abbiamo ricevuto il Trattamento di Fine Rapporto dall’azienda dopo aver prestato la nostra attività per 38 anni (fino al 2008 presso la Circumvesuviana srl e successivamente, per effetto di cessione di ramo d’ azienda, alle dipendenze della EAVBUS srl). Ad oggi non sappiamo a chi rivolgerci – ex azienda, sindacato, partiti politici – niente, intorno solo assordanti silenzi. Cercherò di spiegare la questione in modo il più chiaro possibile.

1. Con sentenza 308/12 del 14/11/2012 la Sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli dichiarava fallita la EAV Bus srl, azienda di esclusiva proprietà della Regione Campania, subentrata, il 1 maggio 2008 alla Circumvesuviana srl, anch’ essa di proprietà della menzionata Regione, nella gestione del ramo d’azienda “Autolinee”. Le attività svolte dalla fallita società EAVBUS srl, per la loro specifica caratteristica di pubblico servizio (Trasporto Pubblico Locale), vengono proseguite prima con la forma dell’ esercizio provvisorio (Legge Fallimentare) fino al 20/11/2012,successivamente con passaggio in affitto d’azienda ed infine affidate, da parte della Regione Campania, all’ Ente Autonomo Volturno srl (EAV srl), società quest’ ultima, sempre di proprietà regionale e già a capo della Holding Regionale di cui faceva parte la stessa fallita EAVBUS srl. Quanto sopra, con l’ovvia conseguenza che i lavoratori dalla data del fallimento non hanno mai

interrotto la prestazione lavorativa.

2. La EAV Bus Srl ricorre in appello. Con sentenza n. 203/2013, la Corte d’Appello conferma il fallimento accogliendo parzialmente il ricorso presentato e predisponendo l’accertamento dei requisiti per l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, con l’invito alla curatela a pronunciarsi nel merito

3. La curatela nella relazione presentata al Tribunale di Napoli sez. VII il 22/7/2013 ed al Ministero dell’Industria, esprime parere sfavorevole. Non si conoscono gli esiti successivi.

4. In data 14/4/2015 il Tribunale di Napoli VII sez. Civile, respinge il ricorso presentato da un ex lavoratore EAV Bus Srl con il quale lo stesso richiedeva il proprio TFR alla Curatela Fallimentare, sebbene la stesso TFR sia stato compreso, a seguito di istanza di legge da parte del lavoratore, nel passivo fallimentare. Il Giudice ha sostenuto in sintesi, che il TFR non deve essere pagato al lavoratore dal passivo fallimentare, poiché lo stesso non è stato licenziato il 14/11/2012, data del fallimento (requisito essenziale per la esigibilità del credito da Trattamento di fine rapporto), ma ha prestato la propria attività lavorativa senza mai interromperla da tale data e passando di fatto alle dipendenze della EAV Srl, “di talché nessuna somma può essere legittimamente rivendicata a tale titolo nei suoi confronti dovendone rispondere il soggetto alle cui dipendenze è proseguito il rapporto di lavoro dell’istante.” Nel frattempo la nuova Amministrazione Regionale (socio unico della EAV Holding) rimuove dall’incarico il presidente dell’Ente Autonomo Volturno srl prof. Nello Polese, e nomina suo successore il dott. Umberto De Gregorio, il quale, come primo atto, comunica per iscritto al Tribunale di Napoli Sezione Fallimenti e al Presidente della Regione Campania nonché assessore ai trasporti, confortato da un corposo allegato legale (studio Legale Consoli), le risultanze totalmente opposte alla sentenza di cui al punto 4, contenute nella successiva sentenza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Napoli n.r.g. 6071 del 9/12/2015, e cioè che in applicazione dell’ articolo 47 della legge 428/1990, ai lavoratori il cui rapporto di lavoro continua con l’ acquirente, non trova applicazione l’ art. 2112 c.c…va quindi preso atto che…non può configurarsi una fattispecie integrante un trasferimento di azienda di cui al richiamato articolo 2112 c.c dalla EAVBUS srl alla EAV srl….

Aspetto importante è che il neo presidente De Gregorio conclude la sua missiva chiedendo “che venga fissata (con l’urgenza del caso) una convocazione delle parti al fine di trovare, una equa e ragionevole soluzione alle problematiche sopra esposte al FINE DI GARANTIRE UN DIRITTO FONDAMENTALE DEI LAVORATORI, QUALE QUELLO DELLA CORRESPONSIONE DEL TFR”.

In attesa del richiamato fondamentale diritto, si trovano oltre ai lavoratori ancora in servizio, per i quali non vi è mai stata evidenza contabile del TFR accantonato sulle certificazioni di legge (Certificazione Unica dei Redditi – D.P.R. 22 LUGLIO 1998, n. 322), anche altri che come noi hanno nel frattempo cessato l’ attività lavorativa per il raggiungimento dei requisiti pensionistici e che quindi, ancor in maggior punto di diritto, avrebbero dovuto percepire tali somme che come da legge civile (art. 2120 codice civile) devono essere retribuite …In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato del prestatore di lavoro….

Intanto purtroppo qualcuno non è più tra noi, lasciando vedova e figli in situazioni spesso evidentemente gravi, altri come me, avevano posto nel TFR le giuste aspettative nel chiudere vecchie storie come mutui ecc. e cominciare una serena terza età, chi con parenti ammalati sperava di poterli curare senza rivolgersi agli strozzini, visto che con le banche…, altri con figli laureati e disoccupati avevano pensato di poterli aiutare in qualche modo. Nessun aiuto dai nostri politicanti e dai sindacalisti, nessun organo di stampa ha osato schierarsi non al nostro fianco ma almeno nella ricerca della verità. Almeno Voi mi /ci date una mano, ci aiutate? Ve ne saremo eternamente grati.

Giovanni Rescigno