Fare i conti con se stessi, il martedì sera

Fare i conti con se stessi, il martedì sera

Rabbiosa reazione del Napoli che stordisce il Bologna a suon di goal. Il 6-0 è un risultato record per il campionato italiano: non si registrava da 26 anni. Gabbiadini spietato, Mertens impressionante

@Saverio Nappo

Mertens esulta a fine partita, autore di una fantastica tripletta
Donadoni sovra pensiero, ad inizio partita. Avrà avuto pessime sensazioni.
Donadoni sovra pensiero, ad inizio partita. Presagi?

NAPOLI- Il baratro era lì, a qualche passo. Si riusciva a scorgere l’immenso nero che si apriva sul vuoto. Nero come le paure, nero come l’ansia stessa. Nero come la seconda maglia del Bologna, neanche a farlo apposta. Bisogna fare i conti con Donadoni. Roberto, il bergamasco, quello freddo e cinico che all’andata preparò la sua squadra in maniera perfetta tanto da fargli giocare probabilmente la miglior partita stagionale, schiera i suoi per provare l’ennesima impresa. Un girone fa, finì 3-2 per i ragazzi di Roberto. Quella disfatta rappresentò la caduta degli dei dorati ed intoccabili, del 4-3-3 perfetto e incontrastabile. Creò una breccia, una cricca, una crepa nella fiducia della squadra biancoazzurra e, si sa, il vento, il sole, l’acqua scavano costantemente. Quella piccolissima crepa formatasi al Dall’Ara si è espansa un po’ alla volta, senza che nessuno se ne accorgesse veramente. Fino a diventare buco. Fino a diventare baratro.

Gabbiadini e Mertes esultano dopo il goal del vantaggio
Gabbiadini e Mertes esultano dopo il goal del vantaggio

Alla quindicesima giornata, dopo la caduta di Bologna, il Napoli viaggiava a 31 punti. Quattro in più della Juventus. Due in meno dell’Inter capolista. Eh -sorrido-, come inavvertitamente cambiano le cose? Quanto velocemente? Eppure stava accadendo, a conti fatti. La breccia mutava in baratro. Il treno era in corsa, verso il capolinea. L’imprevedibilità del calcio è una metafora, o uno schema, non so, vedetela come volete. Potete collocarvi ad un certo punto della vostra stagione -comunemente chiamata vita- e pensare agli errori e alle tattiche giuste adottate che hanno generato il futuro che vivete –comunemente chiamato presente-. Non si piange sul latte versato, è vero, ma si può imparare dagli errori commessi. Per non perseverare, per non impantanarsi nel passato. Bologna è passata. Bologna è passato.

Gabbiadini al tiro su rigore. Spiazza Mirante
Gabbiadini al tiro su rigore. Spiazza Mirante

Higuaìn sconta l’ultimo turno di squalifica, il terminale lo fa il bergamasco. L’altro. Gabbiadini, Manolo. Deve scrollarsi di dosso la staticità di Milano, deve spazzare via l’ansia di chi sa che il 9 sta arrivando a riprendersi la corona, deve fare quello che sa fare meglio. Deve segnare. Ne fa due, entrambi nel primo tempo. Il secondo è su rigore -palla da un lato, portiere dall’altro-, il primo è da punta vera. Da nove vero. Da Higuaìn vero. Ma non era un’ala pura che da punta non poteva fare granché? Stracciate gli appunti che a giudicare il calcio creato dal 23 si sprecano solo parole. Il Bologna è all’angolo, annichilito, impaurito. Milano è passata, Milano è passato.

George Best in UTD-Newcastle
George Best in UTD-Newcastle, 4-5-1968

Non è finita. Il Napoli è un adolescente ferito nell’orgoglio. È triste, deluso e, per questo, rabbioso e furente. Mi ricorda George Best in Manchester Utd-Newcastle 6-0. Per tutta la settimana, per l’ennesima settimana fu tartassato dall’opinione pubblica, dai giudizi dei chiacchieroni per professione, dallo scherno di chi di calcio ne capisce poco e male e sa fare solo i conti con il trash del football. Scese in campo, in silenzio, triste, deluso. Ne segnò tre, in quel 6-0. Come Dries Mertens, implacabile. Insigne è in panca, l’occasione è sua. Dribbla, scatta, ci prova da ogni lato, in ogni modo. Copre la sua zona maniacalmente attingendo da riserve di energia che francamente non so dove abbia nascosto. Il suo terzo goal è di quelli che non dimentichi, di quelli che i bambini per strada, nelle piazze, nei cortili proveranno a ripetere, rompendo vetri, ammaccando portiere di auto parcheggiate. Tre goal, nel 6-0 finale. Come in quel Manchester UTD-Newcastle. Best si portò il pallone a casa. Trovate delle analogie?

Mertes porta con se il pallone della tripletta
Mertens porta con se il pallone della tripletta