Lui (Hitler) è tornato e sugli schermi fa ancora più paura

Lui (Hitler) è tornato e sugli schermi fa ancora più paura

Al cinema e su Netflix, il caso cinematografico campione di incassi che ha impressionato la Germania


CINEMA – “Lui è tornato” è il lungometraggio di David Wnendt che ha demolito il botteghino in patria tedesca risvegliando nella Berlino odierna lui, direttamente dai libri di storia: Adolf Hitler.

Tratto dal romanzo dello scrittore tedesco Timur Vermes, la volontà del film è quella di analizzare il panorama politico della Germania odierna tra la candid camera e la fiction, valutando se sia possibile il successo di Hitler nel nuovo secolo, l’amara scoperta che afferma lo stesso regista però è che sarebbe ancora possibile, nonostante tutto.

Mass media, malinconia (?) paura dello straniero, quante simiglianze e quante differenze dalla crisi degli anni ’30? L’amarezza di essere stati dalla parte del torto e di non poter parlare “ma io sono sempre stato dalla parte della destra e bisogna essere risoluti” come afferma un anziano signore in un bar ad Oliver Masucci (Adolf). Il potere di “Lui è tornato” si racchiude tutto qui: nella straordinaria capacità di una comunicazione che crea, distrugge, santifica chiunque, di sentimenti talmente forti da non permettere alla memoria di fare il suo lavoro impedendoci di bruciare col fuoco, come la prima volta.

Coloro che riconoscono in Adolf il vero Führer vengono ritenuti pazzi e presto isolati, il dipinto di un mondo che non vuole ascoltare per non dover scegliere e rinunciare a ciò che lo tranquillizza. Karl Richter del partito di estrema destra “Nationaldemokratische Partei Deutschlands” è uno dei molti che ha accettato di essere intervistato da Adolf, subito dopo aver chiesto di spegnere la telecamera ammette: “Se Hitler fosse qui veramente lo seguirei”. Confessioni agghiaccianti e selfie con la star della storia sono solo alcune delle mille sfaccettature presentate in questo lungometraggio che andrebbe portato nelle scuole, così da contrastare la battuta che conclude il film dove si sorride di fianco ad Hitler nel dire, ignari di tutto :” I ragazzi sono stanchi di studiare la storia del terzo reich, basta, una cosa simile non accadrà mai più “.