Mauro, 15 anni e dodici fratelli: “Devo lavorare. Non ho tempo per andare a scuola”

Mauro, 15 anni e dodici fratelli: “Devo lavorare. Non ho tempo per andare a scuola”

Storie di ordinaria dispersione scolastica in alcuni quartieri della provincia di Napoli. “Dove vivo andare a scuola è un’onta, qualcosa di cui vergognarsi”


AFRAGOLA – “Sono stato bocciato perché devo lavorare, non ho tempo per studiare”, – Mauro, 15enne, nato a Napoli, racconta il suo rapporto con la scuola e la scelta di lasciarla a Vanity Fair.

In Italia due ragazzi su dieci non tornano sui banchi di scuola o lo fanno in modo tanto precario da precludersi prematuramente ogni possibilità di successo formativo. Dati allarmanti (il 15% dei giovani italiani lascia la scuola) che collocano l’Italia in fondo alla classifica europea dove la media è pari all’11,7%.

Mauro, sesto di dodici fratelli, ha appena compiuto 15 anni e per il quartiere in cui vive, «Salicelle», andare a scuola è un’onta, qualcosa di cui vergognarsi. «Ho frequentato all’inizio solo per l’obbligo scolastico ma sapevo che non avrei terminato l’anno, infatti sono stato bocciato per le assenze».

In Italia il fenomeno della dispersione scolastica attraversa Nord e Sud passando per le isole, è qui che raggiunge i picchi più alti, in Sardegna raggiunge 24,3% e in Sicilia supera il 25%, qui l’educazione scolastica è un vero e proprio miraggio.

Mauro, che nonostante senta l’odore del mare dalla sua finestra non l’ha mai visto, vive con la sua famiglia al completo (14 persone) in un appartamento di 70 metri quadri. «Non c’è spazio per dormire, viviamo tutti in un’unica stanza. Cinque dei miei fratelli hanno problemi fisici, non saranno mai autonomi, contano su di me per vivere». Mauro non conosce l’adolescenza, è nato grande, sin da piccolo, quando non era alto più di un metro sapeva che il suo percorso sarebbe stato obbligato, con poco tempo per sognare. «Una cosa che mi piacerebbe fare più avanti c’è, quello che si chiama il sogno nel cassetto. Vorrei diventare cuoco ma non so se potrò permettermelo, per ora frequento i corsi del centro di quartiere». Il centro di cui Mauro parla si chiama Frequenza 200, realizzato dalla onlus WeWolrd che ha dato vita a un network nazionale che opera sul territorio e online per fare rete contro la dispersione scolastica e assistere i giovani che crescono in famiglie con mezzi limitati.

Oggi, in Italia, un bambino su quattro vive in ambienti disagiati, senza avere un pasto proteico garantito o all’interno di un’abitazione priva di riscaldamento, secondo i dati di un recente rapporto Unicef. «Probabilmente non potrò tornare a scuola – continua Mauro – ma qui al centro Formazione 200 sogno di diventare cuoco e ho scelto di esercitarmi anche con il corso di teatro. Mi fa sentire più leggero, libero di vivere le mie emozioni».