“Panama Papers” ecco chi sono i napoletani coinvolti

“Panama Papers” ecco chi sono i napoletani coinvolti

Tra di loro un commercialista, due imprenditori, un magistrato sotto inchiesta e il proprietario dell’Hotel Quisisana


NAPOLI – Ci sono anche i nomi di tre napoletani tra i 100 nominativi dei “Panama Papers”, lo scandalo finanziario che ha coinvolto potenti di mezzo mondo e che ha messo in imbarazzo più di qualche autorità politica.

Si tratta di Salvatore Bizzarro, Silvio Sacchi e Fabio Fraissinet, citatati nell’inchiesta dell’Espresso che ha svelato gli incartamenti della Mossack Fonseca, la società finanziaria al centro di questo scandalo. Insieme a loro altri due campani: l’imprenditore Ercole Astarita e Gianfranco Morgano uno dei proprietari del lussuoso Hotel Quisisana di Capri.

Bizzarro – un affermato commercialista napoletano – ha affermato che la società a lui intestata aveva solo un valore di prestigio, “mi sembrava utile aggiungere ai titoli dello studio una sede legale all’estero”, e che dunque non l’ha mai usata per occultare capitali all’estero.

La storia di Bizzarro si intreccia con quella di Fabio Frassinet, imprenditore finito al centro di un’inchiesta ancora in corso e che si era rivolto a Bizzarro per aprire una società con sede legale in Belgio, e su consiglio di quest’ultimo si era rivolto allo studio Fonseca.

Silvio Sacchi, invece, è un ex magistrato della Procura di Santa Maria Capua Vetere che nel 2006 è stato destituito a causa del suo coinvolgimento in un caso di corruzione: aveva accettato doni da un imprenditore che avrebbe dovuto giudicare in sede processuale e che effettivamente venne prosciolto dallo stesso Sacchi.

Per quanto riguarda i casi di Morgano e Astarita, anche loro sembrano cadere dalle nuvole: il primo – proprietario dell’Hotel Quisisana e di altri locali lussuosi a Napoli – anche lui ha affermato di aver aperto una società ma di non averla in realtà mai utilizzata; Astarita è stato condannato nel 2014 in primo grado ad 8 mesi di reclusione, e per dieci anni è stato interdetto all’esercizio di imprese commerciali.