Per un pugno di voti: Renzi e Berlusconi prossimamente a Napoli

Per un pugno di voti: Renzi e Berlusconi prossimamente a Napoli

Come ad ogni campagna elettorale, la città torna al centro dell’agenda politica per poi essere depennata subito dopo i risultati delle urne


NAPOLI – Le elezioni previste il prossimo maggio per eleggere il nuovo sindaco di Napoli si fanno sempre più vicine e così – come in ogni campagna elettorale – i leader dei maggiori partiti faranno tappa in città per sostenere i rispettivi candidati e rilanciare progetti per il sud.

Renzi. Partiamo da Matteo Renzi. Il premier ha fatto da sapere da Washington, dove si trova in visita istituzionale, che sta imbastendo una serie di progetti per far nascere nuove starup a Napoli e Palermo. Continua intanto il braccio di ferro con De Magistris sulla questione Bagnoli, ultimo terreno di scontro riguarda la questione trasparenza: il sindaco vorrebbe la diretta dell’incontro mentre il premier ha replicato con un secco rifiuto, “hanno paura della verità” è stata la risposta di De Magistris. Dunque Matteo Renzi il 6 aprile sarà a Napoli per la cabina di regia e c’è da scommetterci che il viaggio in città del premier sarà anche una dimostrazione di forza in appoggio al candidato Pd di Napoli Valeria Valente.

Berlusconi. Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi è sceso di nuovo al fianco dei suoi candidati a sindaco nelle principali città italiane. In agenda per le prossime settimane è prevista anche una visita a Napoli a sostegno della campagna elettorale di Gianni Lettieri, che fino a questo momento ha avuto uno sviluppo disastroso a causa di scelte comunicative decisamente poco felici. L’ex cavaliere è convinto che “le primarie farsa della sinistra hanno prodotto in passato i peggiori sindaci della storia” – ha poi aggiunto – ” a Napoli possiamo contare su professionisti come Lettieri che hanno dato prova del loro valore nella vita, uomini del fare che hanno mostrato le proprie capacità”.

Il timore è che anche questa volta, Napoli sia tornata al centro dell’agenda politica solo in vista della tornata elettorale, con il rischio che gli impegni vengano depennati appena le urne saranno chiuse.