Prosegue la querelle Mottola-Carpentieri, il consigliere di minoranza: “Situazione tragicomica”

Prosegue la querelle Mottola-Carpentieri, il consigliere di minoranza: “Situazione tragicomica”

“Ancora una volta il primo cittadino a proprio piacimento ha utilizzato due pesi e due misure per nascondere quello che è a tutti gli effetti un fallimento politico-amministrativo”


MELITO – È stucchevole la replica del sindaco Carpentieri in merito alle mie dichiarazioni sullo svolgimento del consiglio comunale, tenutosi senza numero legale, aggirato grazie alla presenza di un cittadino non ancora proclamato consigliere comunale perché in attesa della surroga per l’ingresso in Assise. È esilarante il modo di far politica di Carpentieri che oggi cita un parere del consiglio di Stato del 2005 dimenticando però tutte le altre sentenze nelle quali veniva affermato esattamente il contrario.

La situazione diventa tragicomica quando facendo un breve passo all’indietro riecheggia nella mente l’ingresso in consiglio comunale del marzo 2014 dei consiglieri comunali Alfredo Mariani, Antonio Munciguerra, Giuseppe Chiantese e Pasquale Pietroluongo in luogo dei colleghi passati in giunta. Eppure anche nel Marzo 2014 il sindaco, così come ieri, era Venanzio Carpentieri e la sentenza del Consiglio di Stato era già nota da ben nove anni.

Perché nel 2014 i quattro consiglieri subentranti attesero l’ingresso ufficiale in Consiglio seduti nel pubblico e ieri invece il subentrante Corrado Corrado veniva chiamato a gran voce da Carpentieri affinché sedesse sin dall’inizio tra i banchi del parlamentino melitese? Forse perché il sindaco, a causa degli sfracelli creati in maggioranza, non aveva i numeri per svolgere il Consiglio? Ancora una volta il primo cittadino a proprio piacimento ha utilizzato due pesi e due misure per nascondere quello che è a tutti gli effetti un fallimento politico-amministrativo. Per quanto riguarda la storia dei ricorsi, Carpentieri dimostra di essere poco informato forse perché troppo impegnato nel ruolo di segretario provinciale del Pd per preoccuparsi di ciò che accade a Melito.

Il sindaco ha ragione in un’unica situazione, relativa alla mancata presentazione di un ricorso ad inizio 2013. In quel caso infatti il ricorso non fu presentato perché il febbraio seguente sfiduciammo Carpentieri, liberando la città dal ‘non governo’ di uno degli amministratori meno efficienti della storia di Melito. Chissà che anche questa volta non possa accadere la stessa cosa.

COMUNICATO STAMPA