Rovinarsi la vita con un film già visto

Rovinarsi la vita con un film già visto

Nainggollan come Zaza, all’ottantottesimo. Il totale equilibrio in campo non basta: come a Torino, il Napoli cade a Roma, nel finale di partita

@Saverio Nappo

Esultanza giallorossa, disperazione di Jorginho
Contrasto aereo tra Jorginho e Nainggolan
Contrasto aereo tra Jorginho e Nainggolan, il duello più visto

NAPOLI- E’ molto probabile che siete stati colpiti da un fastidiosissimo senso di déjà vu, arrivato dal nulla a chiudervi lo stomaco e a rendervi irrequieti. Qualcosa di già visto. Un’immagine ricorrente risalita dalle viscere dei ricordi cancellati, dalla memoria coperta volutamente da decine e decine di sorrisi e grida di gioia. Il calcio è un gioco assurdo, alle volte inaccettabile dove alla fine la somma degli addendi non necessariamente è il risultato più ovvio, né tantomeno quello più giusto.

Higuain accerchiato dalla difesa giallorossa
Higuain accerchiato dalla difesa giallorossa

La sportività sfuma in un lamento in un attimo e l’unico impulso che dai nervi arriva alla testa passando per il cuore è quella di battere forte i pugni contro qualcosa. Non importa cosa. Però alla fine il campo è l’unico giudice e non gli si può contestare niente. Niente disparità di valori, niente disuguaglianza, niente ingiustizia. Il campo è il giudice e il verdetto viene sancito dalla rete che si gonfia. Una vittoria, un pareggio o una sconfitta. Cosa cambia? Ogni sette giorni è Domenica è lo spettacolo è sempre lì, pronto a soddisfare gli appassionati, i delusi, gli eccitati, i polemici, i giusti e gli ingiusti, i colorati e i non colorati. Biglietto fatto, ricomincia la giostra.

Mertens e Nainggolan duellano a centrocampo per il possesso della palla
Mertens e Nainggolan duellano a centrocampo

Certo è che il caso, nel beneamato microcosmo che chiamiamo “calcio”, pare essere un fattore non trascurabile. Un minuto prima sei in paradiso e un attimo dopo sei un corpo esanime. Così, per un tiro provato disperatamente dal limite dell’area contro una difesa schierata, per un rimpallo, per un apparentemente innocuo errore di posizione. Così, un po’ per caso. Implacabile, il cronometro segnala che il tempo è quasi scaduto. Sei a Torino, hai giocato alla pari, i giochi restano aperti ma il film ha un lieto fine che già pregusti. Invece no. Ottantottesimo minuto, tiro dal limite, alla ricerca della gloria aggrappandosi al caso. Il verdetto è già scritto, la rete si gonfia. Un film senza lieto fine.

Le statistiche sulla partita dell'Olimpico spiegano quanto visto
Le statistiche sulla partita dell’Olimpico spiegano quanto visto

Aver ben chiari i punti di riferimento, nel calcio, non basta ad evitare il solito finale. Eppure la trama era oramai scritta, mancava un capoverso all’epilogo. L’equilibrio, le occasioni da goal, i gialli, i falli commessi e quelli subiti, gli off side, il possesso palla. Sei lì, sulla sua poltrona, che aspetti il verdetto, l’epilogo, il finale. Dopo tutto -ti dici- va bene così. Il meglio è andato ma il peggio è passato. Il giudice è stato parziale e la sentenza è equa. Invece no. Sei a Roma, hai giocato alla pari, i giochi restano aperti ma il film ha un lieto fine che già pregusti. Ottantottesimo, tiro dal limite, alla ricerca della gloria aggrappandosi al caso. Il verdetto è già scritto, la rete di gonfia. Un film già visto. Il solito finale.

Nainggolan esulta per il goal allo scadere che vale la vittoria
Nainggolan esulta per il goal allo scadere che vale la vittoria