Torre del Greco, dibattito sulla salute e la sanità pubblica

Torre del Greco, dibattito sulla salute e la sanità pubblica

Il convegno si è tenuto martedì 12 aprile e ha avuto al centro del dibattito le donne e il sistema sanitario


TORRE DEL GRECO – “Ben-essere: donne che incontrano il sistema sanitario”. È stato questo il refrain sotto il quale si è svolto lo scorso 12 aprile un dibattito a Torre del Greco in materia di sanità. L’evento è stato ospitato nei locali dell’ex Palestra Gil di via Vittorio Veneto e ha segnato l’occasione per fare il punto su tanti aspetti legati alla salute delle donne, oltre che sulla sanità locale, che da tempo non naviga in buone acque.

Tanti gli argomenti trattati, tutti ruotanti intorno alla sanità: livelli essenziali di assistenza, prevenzione, ospedale, territorio, partecipazione dei cittadini, percorsi di tutela, prevenzione oncologica, vaccinazioni, allattamento al seno e passaporto per la salute. Un menu piuttosto ricco, per un evento che rientra nel novero di un programma più ampio denominato “Marzo è donna” e promosso dall’amministrazione comunale locale.

Un’occasione anche per fare il punto sulla sanità regionale e sulle novità all’orizzonte; la Campania non vive un buon momento, come noto, parlando di sanità. Le asl campane sono state coinvolte in un programma di tagli e razionalizzazioni che affonda le sue radici nella decisione della precedente amministrazione regionale.

Di recente sono intervenuti i giudici della Corte dei Conti per rimandare i tagli negli ospedali, in quanto ritenuti decisione che non spetta a loro. Le indagini vanno comunque avanti per fermare lo sperpero di soldi pubblici nella sanità locale, e per tentare di ridare una sistemata ad un settore che rischia di finire a gambe all’aria. Sempre in tema di cure, c’è un altro tema delicato che preoccupa la sanità campana; quello relativo alla cannabis per finalità mediche. La Campania, malgrado gli annunci, attende ancora una norma regionale che regoli la questione, andando a recepire le linee guida fornite dal ministero della Salute.

Si tratta di regolamentare l’uso di cannabis e di sostanze derivate in campo medico; regolamentazione che consentirebbe di beneficiare dei comprovati vantaggi per la salute derivanti dall’utilizzo di farmaci cannabinoidi o dall’assunzione dell’olio di CBD, sostanza che viene sempre più impiegata anche in ambito terapeutico. L’Italia ha da tempo legalizzato l’utilizzo della cannabis medica, ma non tutte le regioni si sono fatte trovare pronte; tra queste, purtroppo, anche la Campania. Che ora, tra ritardi organizzativi e spese da tagliare per far quadrare il bilancio sanitario, rischia di restare ancora una volta indietro rispetto al resto d’Italia. E, dato che si parla di salute, non ce lo si potrebbe permettere.