Vota sì, vota no, vota? Il referendum ed il ruolo dell’informazione

Vota sì, vota no, vota? Il referendum ed il ruolo dell’informazione

Notizie imprecise e raccomandazioni poco democratiche. Riflessioni in attesa della chiusura dei seggi


Al complicato, all’intreccio, bisognerebbe sempre rispondere con la semplicità, la chiarezza, una risposta netta come “sì” e “no”, ma quando al complicato si aggiungono le sfumature del “forse” “magari” “non lo so”, il condizionale, allora la sola conseguenza possibile è l’analista più vicino. Questo è il cortometraggio che è stato il referendum sul rinnovo delle concessioni agli impianti di trivellazione nel mare nostrum (o più semplicemente “referendum trivelle”) per cui oggi si è stati chiamati alle urne, in tutta la penisola italica.

Un referendum che ha messo in luce non solo una volontà popolare ben distribuita sul web favorevole al maggior utilizzo delle energie rinnovabili ma anche, ahìnoi, la mediocrità di parte dell’informazione italiana. Titoli acchiappaclick, informazioni inesatte, pioggia di articoli sul perché votare sì, perché votare no, perché non votare, “la verità sul referendum” che se ci fosse stata davvero non sarebbe stata certo scritta dal giornaletto on line di turno; come far fronte a tutto questo e votare per un referendum articolato come quello a cui siamo stati chiamati a prendere parte? La risposta che avrebbe dato la vostra docente del liceo sarebbe stata “informandovi!” e invece il vero problema in questa vicenda è stata proprio l’informazione stessa, veicolata e danneggiata, troppo spesso fuorviante.

Se poi in alcuni programmi televisivi si afferma che si vota solo in alcune regioni e che in ogni caso la Val d’Aosta non ha interessi nei problemi della Puglia, il problema non sono più le trivelle, ma la qualità dell’informazione a cui affidiamo parte della nostra conoscenza sul mondo e su casa nostra, l’Italia tutta; se poi a questa mettiamo di fianco rappresentanti della democrazia che promuovono la non democrazia, allora sovviene la domanda: cosa bisogna fare? Cosa stiamo diventando?

La risposta non è qui, è in quegli scatoloni che probabilmente assieme al mare sono il solo simbolo di Libertà che ci resta.

Uomo libero, sempre amerai tu, il mare!

Charles Baudelaire.