Camorra, faida di Acerra: 5 ergastoli per gli omicidi del 2002

Camorra, faida di Acerra: 5 ergastoli per gli omicidi del 2002

Determinanti le rivelazioni dei collaboratori di giustizia. Per Umberto Egizio, implicato in tutti e 4 i delitti, la condanna è di due ergastoli


ACERRA – Pesanti condanne in relazione agli omicidi della faida di Acerra. Ben 5 gli ergastoli comminati dopo il processo su 4 assassinii compiuti nel 2002. I condannati sono Salvatore Alfuso, Antonio De Luca ed Umberto Egizio (di Casalnuovo) e Domenico Tortora, di Acerra. Per Egizio gli ergastoli comminati sono ben due.Condannato a 14 anni anche Roberto Vicale, afragolese, collaboratore di giustizia.Il processo ha avuto luogo nell’aula 114 del tribunale di Napoli dove non sono mancati, tra gli imputati ed i loro familiati, urla e malori al momento della lettura della sentenza, avvenuta nel pomeriggio di ieri, ad opera del presidente Spagna della Terza Corte d’Assise. Il giorno prima delle richieste di condanna, il tribunale del Riesame aveva scarcerato due degli imputati, Alfuso e De Luca. Successivamente sono state accolte le richieste di pena da parte di Francesco Valentini, pubblico ministero antimafia. Ai condannati all’ergastolo è stato disposto anche l’isolamento diurno.

Umberto Egizio, condannato a 2 ergastoli, sarebbe responsabile diretto dei 4 omicidi avvenuti nell’agro acerrano 14 anni fa, nel 2002. Le vittime furono   Domenico De Luca ‘Mimilluccio – persona di fiducia dei Tortora il cui corpo fu trovato nelle campagne al confine con Afragola, Carmine Esposito, o” battlamier, uomo di riferimento del clan De Sena, avvenuto in via Voltumo ad Acerra il 24 aprile, Giuseppe D’Alessandro, detto Peppe o’ feroce, che a sua volta fu ammazzato a Casalnuovo il 9 ottobre ed il cui corpo fu poi carbonizzato all’interno di un’auto e, prima ancora, ad essere ucciso fu Gennaro Panico, detto o’mpizzat, freddato a San Pietro ad Acerra il 17 agosto 2002. In precedenza, in relazione a questi eventi, sono stati condannati, con rito abbreviato, anche Gaetano De Rosa, Umberto Gallo e Pasquale Tortora, che hanno rimediato 30 anni di carcere a testa. Determinanti, per la buona riuscita del processo, le dichiarazioni di tutti i collaboratori di giustizia.

Fonte: Cronache di Napoli