Guadagnavano 100mila euro al mese con la truffa delle 3 campanelle: presa banda di napoletani

Guadagnavano 100mila euro al mese con la truffa delle 3 campanelle: presa banda di napoletani

Il gioco andava avanti da anni e spesso si trasformava in una vera e propria estorsione. La banda aveva una struttura ben organizzata in cui tutti avevano un ruolo


NAPOLI – Riuscivano a guadagnare fino a 100mila euro al mese con la truffa delle tre campanelle nell’area di servizio di Sillaro sull’autostrada A14, in provincia di Bologna. La Polizia Stradale ha sgominato una banda composta da circa 18 persone, in gran parte napoletane. Al termine dell’operazione “Gamble away”, gli agenti hanno eseguito 13 ordini di custodia e 5 divieti di dimora nell’area del bolognese.

Le truffe andavano avanti da diversi anni e sono state oltre 150 le persone a denunciare, ma si stima che i truffati siano stati molti di più. Nella maggior parte dei casi erano anziani o turisti con grande disponibilità di denaro contante. All’inizio il tutto veniva presentato come un gioco, ma spesso la truffa si trasformava in minaccia o in una vera e propria estorsione. Una delle vittime, sotto la pressione dei malviventi, è stato costretta a prelevare dal bancomat dell’area di servizio fino ad 11mila euro.

La banda aveva una struttura organizzativa ben definita, ognuno aveva un ruolo: c’era l’adescatore, il finto funzionario di banca che metteva la vittima in guardia dalla truffa, fino alla vedetta che controllava la zona da un cavalcavia poco distante. L’organizzazione era talmente strutturata che se uno dei componenti non poteva essere presente a causa di impedimenti “gravi” come lutti o arresti, riceveva lo stesso la sua parte di guadagno.

Il blitz è scattato ieri mattina nell’area di servizio di Sillaro, durante l’operazione sono state arrestate 8 persone: Vittorio Pecorelli, 56 anni, Giovanni De Falco, 39, Pasqualino Liccardi, 74, Vincenzo Sibilli, 43, Giuseppe Sorrentino, 59, tutti di Napoli, il cosentino Ciro Gerbasio, 45 anni, Paolo Bottari, 46 di Lucca e Vincenzo Stragapede, 54, di Bari, tutti rinchiusi nel carcere di Bologna. Il capobanda è ritenuto essere Rosario Pecorelli, 57 anni, di Napoli che si è consegnato spontaneamente nel carcere di Secondigliano.