Inchiesta «Jambo», processo per 40 indagati: tra loro l’ex sindaco Griffo e Sandro Falco

Inchiesta «Jambo», processo per 40 indagati: tra loro l’ex sindaco Griffo e Sandro Falco

L’inchiesta subì un parziale stop dal Riesame con la scarcerazione di Michele Griffo ed altre persone accusate di avere favorito gli affari del boss Michele Zagaria, orbitanti intorno al centro commerciale Jambo


TRENTOLA DUCENTA – A cinque mesi dal blitz scattato a dicembre, è già processo per 40 indagati che hanno subito le misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sul centro commerciale Jambo di Trentola Ducenta, ritenuto un «giocattolo» del boss Michele Zagaria che l’avrebbe controllato grazie ai suoi prestanome. La prima udienza del processo per giudizio immediato si terrà il 7 luglio al tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Altre dieci persone, soltanto indagate, invece, attendono la fissazione dell’udienza preliminare dopo la chiusura dell’indagine arrivata nei giorni scorsi. L’inchiesta subì un parziale stop dal Riesame e coinvolse l’ex sindaco di Trentola Ducenta, Michele Griffo (scarcerato un mese fa) ed altre persone accusate di avere favorito gli affari del boss Michele Zagaria, orbitanti intorno al centro commerciale Jambo, sequestrato nel corso del blitz.

Tra i destinatari, anche Maria Carmen Mottola, l’architetto dell’ufficio tecnico del Comune trentolese arrestata con l’accusa di avere approvato opere e licenze su richiesta del boss Michele Zagaria, ma salvata dal Riesame con la caduta dell’aggravante dell’articolo 7. Il boss Zagaria, secondo l’accusa, si sarebbe per anni servito del Comune di Trentola Ducenta, sia da un punto divista amministrativo che da un punto di vista politico, per far emettere licenze e delibere finalizzate ad ampliare a dismisura il centro commerciale Jambo, ora sequestrato.

Il processo si aprirà anche per Silvestre Balivo, fratello dell’imprenditore Gaetano, gli imprenditori Vincenzo Conte, Luigi e Giuseppe Diana (quest’ultimo fidanzato di una nipote di Michele Zagaria), il socio maggioritario del Jambo, Alessandro Falco e altri. Quest’ultimo è ritenuto essere dalla Dda l’«alter ego» di Zagaria. Secondo l’accusa, ci sarebbero state una serie di connivenze che avrebbero consentito alla fazione Zagaria del clan dei Casalesi di godere dispiaceri amministrativi per trasformare il parco dello shopping che il gip ha definito «la creatura economica» del padrino di Casapesenna, in un colosso commerciale passato da un valore iniziale di due miliardi di lire agli attuali sei milioni di euro. Tra le contestazioni, addirittura quella di avere consentito l’apertura dello svincolo della Statale 265 per favorire il Jambo.