«La chiamo per suo figlio, deve darci dei soldi». Truffe agli anziani: scarcerato 42enne

«La chiamo per suo figlio, deve darci dei soldi». Truffe agli anziani: scarcerato 42enne

Il Riesame ha liberato Giovanni Barbato, la mente della banda che truffava i vecchietti. 18 i colpi messi a segno dall’estate del 2015 al mese scorso, per un bottino di circa 70mila euro


NAPOLI – Era stato arrestato con l’accusa di truffa ma adesso il Tribunale del Riesame di Firenze lo ha rimesso in libertà. Giovanni Barbato, 42enne di Scampia, ha ottenuto la scarcerazione senza ulteriori misure cautelari. Nei suoi confronti i giudici hanno riscontrato la mancanza di gravi indizi e quindi hanno disposto l’insussistenza dei motivi per la detenzione in carcere, prevista invece dall’ordinanza emessa dal gip di Livorno nei confronti di Barbato.

Oltre a Barbato finirono in carcere un 36enne ed un 39enne, mentre per un altro 39enne è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Coinvolta nella vicenda anche un’altra persona, il 56enne Luigi Pecoraro, che però è ancora irreperibile e, secondo gli investigatori, potrebbe trovarsi in Sudamerica. Gli uomini sono tutti di Napoli.

Il raggiro era sempre lo stesso. Gli anziani venivano contattati da avvocati o esponenti delle forze dell’ordine, ovviamente falsi, e gli veniva segnalato che uno dei figli o dei nipoti era stato autore di un incidente stradale. Il congiunto si trovava rinchiuso in cella e aggiungevano che per farlo uscire di galera erano necessarie somme di alcune migliaia di euro e che avrebbero inviato del personale a ritirare soldi o oggetti di valore. Gli anziani cedevano al raggiro e davano al truffatore che si presentava contanti oppure preziosi, nella speranza di poter contribuire alla liberazione dei propri cari. Solo dopo qualche ora, provando a contattare altri parenti, le vittime si accorgevano di essere state raggirate

Le persone coinvolte sono accusate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Gli episodi contestati sono diversi e sono stati commessi a Livorno e a Lucca. In totale sono 18 i colpi messi a segno dall’estate del 2015 al mese scorso, per un bottino di circa 70mila euro. Secondo le indagini degli inquirenti. Pecoraro è considerato la mente del gruppo. Inoltre, per gli investigatori, era addetto a presentarsi dalla vittima, insieme ad uno dei destinateli dell’ordinanza, fingendosi maresciallo o avvocato. Gli altri invece restavano a Napoli e agivano per telefono, usando cellulari con schede cambiate di frequente.