Massacrato in casa da finti carabinieri: Ciotola amico ma non affiliato di Walter Mallo

Massacrato in casa da finti carabinieri: Ciotola amico ma non affiliato di Walter Mallo

Luca Ciotola ha aperto ai suoi assassini travestiti da forze dell’ordine. Negli stessi momenti in cui veniva ucciso, Walter Mallo veniva invece arrestato. La ricostruzione e le ipotesi degli inquirenti


BAGNOLI – Erano amici su Facebook Walter Mallo e Luca Ciotola, l’uomo ai domiciliari ucciso nella notte a Bagnoli. Tra i due, scambi di opinioni e di complimenti. Ciotola ha aperto ai killer che si erano spacciati per carabinieri ed è stato massacrato da una raffica di proiettili. Una furia devastante di fuoco e di piombo nel cuore della notte riaccende i riflettori sulla zona occidentale, su Cavalleggeri d’Aosta e dunque sui giochi di camorra che insanguinano uno dei tanti quadranti di quel domino di morte al quale i nuovi clan di una criminalità organizzata sempre più efferata, violenta e irrefrenabile sembrano non voler rinunciare. Così è morto Luca Ciotola, pregiudicato 34enne agli arresti domiciliari. L’uomo, Un’ora prima di morire sulla sua bacheca Facebook aveva postato una foto di una farfalla con scritto “Buone notizie…” (Leggi QUI) 

Un giallo. Un nuovo mistero sul quale lavorano adesso i carabinieri del comando provinciale di Napoli, accorsi sul posto dopo l’allarme dato dai genitori della vittima, che all’ora in cui è stato commesso il delitto dormivano nella loro camera da letto. Inconsapevoli del fatto che alle 4,30 dell’altra notte qualcuno ha bussato il campanello di casa, in via Cupa Vicinale Terracina 297, qualificandosi proprio come «carabinieri». Ad aprire la porta è stato lo stesso Luca Ciotola, che evidentemente ha creduto che al di là della portaci fossero dei veri militari. Invece sul pianerottolo c’erano i killer, uno o forse due, impossibile al momento stabilirlo con certezza.

Indagini a tutto campo. Per il pregiudicato non c’è stato niente da fare: colpito da una decina di proiettili esplosi a bruciapelo l’uomo è morto sul colpo. iminalità organizzata, appare molto difficile inserire tutti i tasselli al posto giusto. Procediamo con ordine. Ciotola aveva precedenti per rapina e droga. In alcune informative di polizia e carabinieri viene anche descritto come assuntore di sostanze stupefacenti Ma nulla lo riposta a contesti camorristici: nel senso che non lo si può considerare un soggetto vicino o affiliato ad alcun clan della zona. Certamente conosceva però soggetti legati al gruppo emergente di Bagnoli, a quel clan Giannelli del quale molto si è parlato in questi mesi. Il che non legittima però a considerarlo una delle tante pedine occulte della cosca che ha scatenato una sanguinosa falda nell’area occidentale di Napoli.

Killer travestiti da carabinieri. Gli inquirenti si soffermano anche sulle modalità di esecuzione della missione di morte. Il 34enne ha aperto senza problemi le porte a chi ha bussato nella notte a casa sua. Forse a persone che conosceva o forse perché si era fidato del fatto che fossero davvero carabinieri. Ciotola si trovava agli arresti domiciliari da un anno. Chi poteva volerlo morto? E da qui iniziano a svilupparsi le ipotesi investigative. La prima, che è forse anche quella più realistica, punta a considerare un movente legato a uno sgarro. Quale? Ciotola potrebbe aver contratto un debito forse legato proprio ad una partita di droga poi mai onorato. Potrebbe cioè aver violato il codice d’onore che certi ambienti, a cominciare da quelli di Bagnoli o da quelli del Rione Traiano, considerano sacro. La seconda pista, scenario diverso: Ciotola potrebbe essere stato punito con la morte perché avrebbe parlato troppo, e con le persone sbagliate. Pur restandosene agli arresti domiciliari potrebbe aver confidato segreti impronunciabili alle persone sbagliate.

mallo walter camorra
                            Walter Mallo

Ciotola amico del Ras Walter Mallo. Meno solida appare – almeno per gli inquirenti – la pista che porta agli ambienti della camorra dell’area nord di Napoli. E addirittura a quel Walter Mallo arrestato – coincidenza che mette quasi i brividi – proprio l’altra notte nel corso di un blitz dei carabinieri del Vomero. Che centra Ciotola con Mallo? È presto detto. I due erano amici su Facebook. Tra i due, molto attivi sui loro profili nonostante il 34enne assassinato fosse in regime di detenzione, gli investigatori hanno scoperto scambi di opinioni e di complimenti. «La vittoria scrive Mallo il 6 febbraio scorso – è sempre nel pugno di pochi, provare a preparare questa squadra di eroi è il segreto di ogni vittoria». «Tu – gli risponde in dialetto Ciotola – fai O capitán». La simultaneità dei due episodi, l’arresto (Leggi QUI) e l’omicidio dei due amici avvenuti in posti diversi della città, potrebbe essere solo una coincidenza ma ha comunque attirato l’attenzione degli investigatori. L’ultimo commento di Ciotola ad un post di Walter Mallo risale al 15 aprile ed ha come oggetto l’odio condiviso peri collaboratori di giustizia. «Signori e signore – scrive Mallo presto assisteremo al terzo pentimento del disonore. Cantano bene…»: e Ciotola, sempre in napoletano: «’eee mo vann pure a Sanremo…»