Melito, Carpentieri sulla graticola: il PD non si presenta, salta il consiglio comunale

Melito, Carpentieri sulla graticola: il PD non si presenta, salta il consiglio comunale

Il sindaco abbandonato dal suo partito. L’assise era chiamata a disquisire di tematiche piuttosto importanti come il progetto di sviluppo urbano “Jessica’’


MELITO – Ennesima seduta deserta del consiglio comunale: la maggioranza di centrosinistra, o quel che ne resta, del sindaco Venanzio Carpentieri sta definitivamente per implodere. A far mancare il numero legale questa volta è stato il gruppo del Pd, proprio il partito dal quale Carpentieri proviene e di cui è segretario metropolitano a Napoli. All’appello nominale infatti, i 9 consiglieri democrat sono risultati assenti. La decisione, assunta poco prima dell’appello nominale in aula, è stata annunciata al capo dell’amministrazione dal capogruppo Agostino Pentoriero, chiuso in conclave con Carpentieri e il vicesindaco Marina Mastropasqua.

Eppure, l’assise era chiamata a disquisire di tematiche piuttosto importanti come il progetto di sviluppo urbano “Jessica’’ con il quale procedere alla riqualificazione di aree cittadine come il mercato ortofrutticolo di corso Europa e il mercato settimanale del venerdì in via Berlino, e l’acquisizione di un tratto di oltre 1 km della Circumvallazione Esterna, strada provinciale attualmente gestita dalla Città Metropolitana. Ma niente di tutto questo è avvenuto. Il Pd afferma di voler operare degli «approfondimenti», ma non dice null’altro. In realtà ci sarebbe la seconda convocazione prevista per lunedì 30 maggio per l’approvazione dei punti riguardanti Jessica e la Circumvallazione.

Ma lo scoramento è forte e ci vorrà una diplomazia forse degna dell’Onu per ricucire lo strappo. E questo al di là se lunedì la seduta verrà considerata valida. Lo smacco subìto dal sindaco Venanzio Carpentieri da parte del suo partito è piuttosto forte. Il capo dell’amministrazione, politicamente parlando, rischia di spezzarsi l’osso del collo dopo quanto accaduto ieri sera. Prima la fuoriuscita dei due consiglieri di Melito Adesso Raffaele Caiazza e Giuseppe Chiantese e quella di Antonia Di Nunzio dei Cristiano Popolari. Ora l’assenza in massa del Pd (presidente Pietro D’Angelo compreso). Il futuro del centrosinistra di governo non è mai stato tanto in bilico. Formalmente la crisi è aperta. Con ogni probabilità, le sorti dell’amministrazione saranno decise ad inizio giugno quando è previsto il consiglio comunale sull’atto fondamentale dell’Ente: il bilancio di previsione.

Qualora neanche lì si raggiungesse il numero legale nelle due convocazioni previste, cosa ora tutt’altro che improbabile, si decreterebbe lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo di un commissario prefettizio. Di questo passo, appare quasi scontato il voto nel 2017, un anno prima della scadenza naturale della consiliatura. Al momento il primo cittadino resiste, ma anche lui appare oramai sfiduciato perché impossibilitato a garantire la coesione. Secco nel linguaggio come non mai, si è lasciato andare a queste poche dichiarazioni post consiglio: «L’assenza è ingiustificata ed irresponsabile».

Bocche cucite invece dagli altri componenti del centrosinistra oramai in frantumi. Non le ha mandate a dire invece il consigliere d’opposizione Luciano Mottola. «La situazione è oramai surreale. Ancora una volta è stato dimostrato come il sindaco non abbia più la maggioranza. Dopo le sedute andate deserte nelle scorse settimane, ci aspettavamo un rigurgito di dignità con la presentazione delle dimissioni. Il centrosinistra ha dimostrato soltanto di essere un’accozzaglia costruita prima delle elezioni del 2013, visto che risultati concreti non ce ne sono».