Perdersi tra le onde del mare e i numeri

Perdersi tra le onde del mare e i numeri

Napoli concentrato e preciso, non lascia niente al caso. Nelle ultime tre trasferte gli azzurri non avevano mai nè vinto nè convinto, ma a Torino la manovra ricorda il mare in tempesta che si infrange sugli scogli. Champions ad un passo, la Roma può solo guardare

@Saverio Nappo

Higuaìn, sempre più decisivo, sempre più spietato
Sempre più trascinatore, sempre più implacabile
Sempre più trascinatore, sempre più implacabile

Sapete? Alle volte mi capita di guardare una partita e di vedere in campo numeri. Numeri che si confrontano, che si scontrano. Numeri che si specchiano nella loro bellezza e che compongono un quadro generale che è nient’altro che il risultato finale. I numeri non sbagliano mai, sono prevedibili. Tuttavia avanti agli occhi ho un campo verde, undici maglie di un colore e undici di un altro colore, mediamente quarantamila persone a cui batte un cuore e ottantamila occhi che disegnano nell’aria traiettorie, onde, che seguono un pallone bianco. Allora abbandono i numeri, o meglio li metto in secondo piano, e immagino un nuovo scenario. Il campo, il mare, il pallone, le onde, le maglie, le maree.

Insigne è a secco da un po ma la sua presenza nella manovra crea spazi per Higuaìn
Insigne non segna ma crea dal nulla spazi per Higuaìn

Se siete allo stadio in una città di mare potreste avere la fortuna di sentire nel naso la salsedine, che si lega con l’aria e il vento, che viene dalla costa. È la salsedine l’interruttore che attiva l’immaginazione. Il campo diventa il mare, il pallone disegna le onde spinto dalle maglie che figurano le maree. Il Tirreno è distante da Torino, da qui si vedono le Alpi innevate sullo sfondo, dietro la Mole, ma il Napoli viene da sud, viene da lontano e porta con se gli spruzzi di salsedine delle onde che si infrangono sugli scogli. La partita che vale 40 milioni è un maremoto. Impossibile navigare, vento troppo forte, rotte troppo incerte. O quasi.

Callejon onnipresente nella manovra, sia offensiva che difensiva
Callejon onnipresente nella manovra, sia offensiva che difensiva

Al fischio d’inizio il cuore si ferma per 12 minuti. Goal numero 33 di Gonzalo Higuaìn. I muscoli si sciolgono, la mente si espande, il cuore pulsa forte, il mare si calma. Il Napoli comincia a volare sulle onde, con le ali nel vento ancora freddo. La marea schiaccia il Torino nella sua metà campo per 60 minuti. Undici maglie granata dietro l’onda immaginaria disegnata dal pallone. Sessanta minuti di moto ondoso perpetuo. Hysaj ad Albiol. Albiol a Koulibaly. Koulibaly a Ghoulam. Onda, scoglio, splash. Da Allan a Jorginho. Da Jorginho ad Hamsik. Onda, scoglio, splash. L’acqua di nebulizza profumando l’aria e colorandola di arcobaleno con l’aiuto dei raggi del sole. Da Insigne a Higuaìn. Higuaìn da a Callejon. Onda, scoglio, splash. Il Torino è una nave alla deriva, il porto è lontano. Callejon raddoppia su assist di Hamsik. 0-2.

Bruno Peres inventa un pallonetto, forse non voluto, ma efficace
Bruno Peres inventa un pallonetto, forse non voluto, ma efficace

La paura di non farcela è simile alla paura di annegare perché non si hanno più forze per nuotare. Io non ho mai imparato a nuotare bene, del resto. Allora mi ridesto, torno in me. Il mare svanisce, come le onde e le maree. Resta solo il vento freddo che scende dalle Alpi e congela l’ardore, le gambe, la testa. Bruno Peres porta tutti a terra. Un brivido corre lungo la schiena di tutti, naviganti e navigati, sostenitori e oppositori. Roma è un ombra, come quella delle Alpi su Torino. Ma i numeri sono razionalità, sono coerenza. Sono la definizione più diretta del concetto di giustizia. Bastano quelli di un solo uomo, per dare una dimensione a quello che molti speravano non accadesse.

33 goal in campionato, migliore in campo, mare in tempesta
33 goal in campionato, migliore in campo, mare in tempesta

Record di goal personali, record di Cavani superato, record di goal con la maglia del Napoli, record di goal in A il quale durava dal ’59, record di sempre della serie A a sole 2 reti, record di volte in cui è stato votato MVP, tutto ciò da un solo uomo. Higuaìn è l’onda che si infrange sullo scoglio, che si infrange su tutto, anche sulle paure. E distrugge. Anzi no. Trasforma. Esatto. Trasforma i numeri in maree, trasforma la paura di annegare in gioia di nuotare, trasforma un brivido in un battito del cuore. Gonzalo Higuaìn porta il mare a Torino.