Rapina alla gioielleria Platinum di Giugliano: quasi 30 anni di carcere per gli autori

Rapina alla gioielleria Platinum di Giugliano: quasi 30 anni di carcere per gli autori

Rubarono merce per oltre 250mila euro. La banda, con base operativa a Giugliano, annoverava tra le sue fila giuglianesi e altri della provincia di Napoli


GIUGLIANO – Rapinarono la “Gioielleria Platinum” di Corso Campano a Giugliano, è arrivata la sentenza per sei degli autori del raid che hanno scelto il rito abbreviato: condannati complessivamente a 29 anni e 10 mesi di carcere.

  • Tommaso Frascogna, residente a Giugliano: 6 anni di reclusione;
  • Fabio Frascogna (fratello di Tommaso) residente a Giugliano: 6 anni;

I due fratelli, già tratti in arresto nel maggio del 2014 poiché trovati a bordo di un motociclo e in possesso di due pistole, in prossimità di alcuni esercizi commerciali.

  • Antonio Miraglia, residente a Giugliano: 4 anni e 6 mesi;
  • Giuliano Tesone, residente Giugliano: 4 anni e 6 mesi;
  • Tommaso Donnarumma: residente a Pozzuoli: 4 anni e 6 mesi;
  • Angela Piscopo – residente a Casalnuovo: 4 anni e due mesi.

Gli altri indagati: Vincenzo Fabio Poziello, Umberto Garofalo e Raffaele Cecere hanno scelto, invece, il rito ordinario che è in corso di svolgimento davanti al Tribunale di Napoli Nord. I soggetti sono accusati a vario titolo di rapina aggravata, ricettazione, porto e detenzione di armi.

LE INDAGINI. L’attività dei carabinieri partirono proprio con la rapina del 29 marzo 2014 in cui “Bonnie e Clyde” furono immortalati dalla telecamere della videosorveglianza, lei acconciatura curatissima, shorts, calze nere velate e tacco 12 cm e lui ben vestito. Così si presentò la coppia che rapinò la gioielleria  Platinum in Corso campano a Giugliano. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica Napoli Nord permisero di far luce sull’organizzazione che mise in piedi il colpo nonchè individuare i ruoli di ricettatori, istigatori e coadiutori, facendo scattare le manette ai polsi nei confronti di 7 indagati (alcuni in carcere alcuni ai domiciliari).

Un’articolata e complessa attività investigativa, condotta anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, permise di raccogliere una grave quadro indiziario a carico degli indagati in ordine ai reati già indicati  e consentì di sottoporre già a fermo di indiziato di delitto uno degli esecutori materiali nonché di individuare nel gestore di una gioielleria di Pozzuoli (Tommaso Donnarumma) il ricettatore della merce asportata di valore pari a 250.000 euro. Inoltre, grazie all’attività tecnica, è stato possibile delineare anche i ruoli specifici – mandanti, istigatori e coadiutori – ricoperti da ciascuno degli indagati nonché localizzare in Giugliano in Campania la base operativa dell’organizzazione, che utilizzò come base logistica una casetta di legno, con annesso pollaio, all’interno di un appezzamento di terreno di proprietà di uno degli indagati.

IL VIDEO DELLA RAPINA