Il ritorno del Re, sotto la pioggia di Maggio

Il ritorno del Re, sotto la pioggia di Maggio

Higuaìn stende l’Atalanta sotto la pioggia e sale a 32 goal in stagione, a 3 goal dal record di sempre. Il Napoli tiene la Roma al terzo posto, a denti stretti, in un finale di stagione al cardiopalma

@Saverio Nappo

Higuain, autore dell'ennesima doppietta
Hamsik in azione. Quella di ieri sera è la partita numero 401 con il Napoli
Hamsik in azione. Quella di ieri sera è la n. 401 con il Napoli

NAPOLI- Manca poco, il tempo sta per scadere. Centottanta minuti al termine della stagione. Come sempre, come in ogni situazione, più ci si avvicina al finale più avvertiamo l’indigeribile sensazione di aver dimenticato qualcosa, di aver lasciato qualcosa a metà, di aver sbagliato qualcosa. Però è troppo tardi per recuperare, bisogna andare avanti a testa bassa fino al traguardo. È lì che ci sarà una panca, messa ad hoc per i corridori stanchi, su cui sedersi e recuperare fiato. È lì che arriveranno i giudici di gara a consegnare i verdetti. È lì che si faranno i conti. I goal non serviranno più a niente, così come i tifosi, il sole e la pioggia a Maggio. Si faranno i conti. I conti e basta.

Higuain si riprende il San paolo sotto la pioggia
Higuaìn si riprende il San paolo sotto la pioggia

Questo finale di stagione è al cardiopalma, ma a Napoli non è una novità. Come dimenticare il finale della scorsa stagione? Con il veleno che si mescola al sangue e soffoca speranze e aspettative, mentre il pallone vola alto sopra la traversa, portando con se progetti, idee e sogni. C’è un senso di insoddisfazione nell’aria fresca di questo inizio Maggio, che strozza le esultanze per i goal numero 31 e numero 32 di Gonzalo Higuaìn, in questa stagione. Magari è proprio questo senso di insoddisfazione che tiene lontano il pubblico partenopeo, il quale lascia il San Paolo semivuoto e il Napoli grosso modo solo contro i soliti fantasmi. Lo zoccolo duro del tifo partenopeo è onnipresente, ma vedere il gigante di Fuorigrotta così vuoto in un momento così importante la dice lunga sull’insoddisfazione generale di cui sopra.

Il San Paolo semivuoto: caro prezzi o disaffezione?
Il San Paolo semivuoto: caro prezzi o disaffezione?

L’idea dello scudetto, nel tempo, è diventato un tarlo che ha scavato nelle menti di tantissimi aficionados partenopei, non lasciando più nulla a tutto il resto, alle eventualità, alle altre possibilità. Non ha lasciato spazio neanche all’amore stesso, in fondo. Il San Paolo vuoto, sotto la pioggia, a Maggio, col Napoli in piena lotta per conquistare quanto merita. Da non crederci! Il Napoli però c’è, con la testa e con le gambe. A discapito di un primo tempo più attento -dove l’Atalanta è stata dominata-, il secondo tempo è, per intensità e occasioni create, pari alle migliori partite del Napoli targato Sarri. L’Atalanta segna con un non-tiro in porta, all’ottantasettesimo minuto. Vi ricorda qualcosa? Zaza, Nainggolan? O entrambi? A chi vi scrive ricorda semplicemente che la cattiveria, l’avidità e la bramosia sono caratteristiche essenziali per arrivare al traguardo da vincitore. Tanto quanto i goal, gli assist e le ragnatele tattiche.

Hysaj in azione, tra i migliori terzini destri della stagione 15/16
Hysaj in azione, tra i migliori terzini destri della stagione 15/16

Giocare per vincere non basta. Non bastano i 32 goal stagionali dell’alieno, a 3 goal dal record di sempre detenuto da Nils Gunnar Nordahl. Non bastano il miglior Jorginho (record assoluto di palloni toccati in stagione, record assoluto di palloni toccati in una partita), il miglior Allan (record di palloni recuperati nella zona mediana del campo), il miglior Insigne (record personale di goal segnati in una stagione, titolare in Nazionale, terzo miglior assist-man del campionato). Non bastano il gioco più apprezzato del campionato e le prestazioni migliori di sempre dei giocatori utilizzati dal mister. Non bastano.

La Roma vince a Marassi, presa per mano dal suo capitano, utilizzato part time da Spalletti. Mancano centottanta minuti, ancora. L’ansia, la paura di sbagliare, l’attesa dell’avversario, il tempo che passa troppo in fretta o che non passa mai, i record che pesano come macigni ma che alla fine contano a poco. Il San Paolo vuoto, la pioggia di Maggio, il futuro incerto, i soliti sbagli da correggere. Centottanta minuti: un’eternità.

Higuaìn è a 3 goal dal record di goal in una stagione: trascinatore
Higuaìn è a 3 goal dal record di goal in una stagione: trascinatore