Terra dei fuochi, parlano Bernocchi (ANCI) e Viglione (M5S Campania)

Terra dei fuochi, parlano Bernocchi (ANCI) e Viglione (M5S Campania)

“Serve fronte comune tra Stato centrale e Enti locali per dire basta”- ha detto il primo. Per il secondo “occorre dotarsi di un sistema ancora più rigido di controlli”


ROMA-NAPOLI – “Una situazione insostenibile che oscura tutte le buone cosa fatte in Campania”. E’ questa la posizione espressa, a Roma, da Filippo Bernocchi, delegato dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) a Energia e Rifiuti, rispetto alle notizie che arrivano dalla Terra dei Fuochi sulla scoperta di 250mila tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente. “In questi territori – continua Bernocchi – sembra che lo Stato abbia gettato la spugna e gli amministratori locali siano ormai stati abbandonati a loro stessi. Una situazione di tale emergenza che oscura le molte cose buone fatte in Campania fino ad oggi, a partire da città e interi territori che ormai da anni si distinguono per una gestione virtuosa dei rifiuti. Oggi più che mai serve un’alleanza, un fronte comune tra Stato centrale e Enti locali per dire basta a questa vergogna: la magistratura non può costituire l’unico strumento per combattere l’illegalità”.

“Occorrono veri anticorpi contro il  business del traffico dei rifiuti che continua a prolifera nonostante i controlli e le norme più stringenti.  Un plauso va ai Carabinieri del Noe e alla Procura di Napoli, per aver smascherato  l’ennesimo traffico illegale dei rifiuti che colpisce ancora una volta la Terra dei Fuochi”.  Lo dice, dal capoluogo partenopeo, Vincenzo Viglione, consigliere regionale del Movimenti 5 Stelle e segretario della Commissione Anticamorra che commenta l’indagine della Procura di Napoli che ha portato ad una serie di provvedimenti cautelari. “Prima le rivelazioni del pentito Nunzio Perrella sulle villette costruite su un letto di rifiuti tossici e oggi gli arresti per lo sversamento di 250 mila tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente nelle cave del giuglianese – spiega – sono la conferma di quanto da tempo denunciavano i cittadini giuglianesi”. “La trama è desolatamente sempre la stessa: intricati giri di documenti falsi, imprenditori e colletti bianchi che in nome del profitto a tutti i costi avvelenano il proprio territorio”. “Quest’inchiesta rilancia l’attenzione sul rischio di utilizzo criminale delle cave – evidenzia – all’indomani dell’approvazione della nuova legge sul ciclo dei rifiuti e della discussione della legge sulla gestione delle cave in zone di crisi”. “Occorre tenere gli occhi bene aperti e dotarsi di un sistema ancora più rigido di controlli – sottolinea Viglione –  sia sugli appalti che sulle imprese anche e soprattutto alla luce degli importanti appuntamenti che attendono la Campania con lo smaltimento delle ecoballe”.