Tesori di Giugliano, “la resurrezione di Cristo” di Pietro Negroni

Tesori di Giugliano, “la resurrezione di Cristo” di Pietro Negroni

“L’ombra della luce” di un piccolo e suggestivo capolavoro nella chiesa di Sant’Anna


GIUGLIANO – È una piccola tavola quella che sormonta l’ultima cappella a sinistra della chiesa di sant’Anna; cappella ove trova posto anche un cinquecentesco fonte battesimale. Essa è del 1547 e, come i dipinti sull’altare, è opera di Pietro Negroni, pittore Cosentino molto attivo a Napoli proprio a metà del Cinquecento.

Di modeste dimensioni, ma non certo di scarsa importanza, questa rispecchia quello che per l’autore era un periodo di grande maturità artistica; vi è qui in maniera evidente l’adesione alla pittura fiamminga, che Negroni fu  tra i primi a diffondere nella penisola. Basta notare l’abbigliamento dei soldati nella scena in basso: non può essere certo quello dell’epoca in cui visse Gesù, ma è bensì tipicamente cinquecentesco. Fu proprio una novità della pittura fiamminga il vestire i personaggi  in maniera così moderna e “lo Zingarello” è uno dei primi in Italia a sposare tale stile, come si può notare  ancora meglio dalla grande abilità tecnica e plastica con cui è rappresentato il mantello che avvolge Cristo, dalla consistenza quasi setosa.

negroniCiò che però più di tutto risalta agli occhi in quest’opera è la grande rilevanza data alla luce; la raffigurazione è infatti giocata sulla dicotomia luce – ombra non solo a livello artistico, ma anche religioso. Nell’ombra si trovano i soldati, ed essi dormono, metafora di chi ancora non ha conosciuto la Fede. Nella luce vi è Cristo risorto, che per l’appunto porta con sé la luce della salvezza.

La grande valorizzazione data alla luce è un elemento tipico dell’arte fiamminga; essa promana da una fonte (a differenza dell’arte rinascimentale e comunque precedente)  e permea la scena, il mantello di Cristo proprio per il riflesso della luce in alcune parti è quasi bianco. È modellato da questa, che arriva anche a lambire lievemente i soldati dormienti. Questa grande attenzione all’elemento luce passerà poi per la pittura tonale veneta, fino ad arrivare per certi versi alle soglie dell’arte moderna.

Un quadro certo suggestivo, opera di un artista che ben ha interpretato le tendenze della sua epoca, non solo nel suo ambiente ma a livello europeo, sebbene  tenda ancora a trovarsi in “quell’ombra” in cui ha dipinto i suoi soldati. Non è poi nemmeno un caso che quest’immagine della Resurrezione sia stata collocata nella cappella del Fonte.  Vuole significare che chi riceve il Sacramento del Battesimo non  “rinasce” ,che implica di per sé  un “morire”, ma appunto “risorge” con Cristo a vita nuova per, come lo stesso Cristo, non morire più. Ma vivere nella sua luce in eterno.