Clan Mallardo, un evento fondamentale ha dato il via alla nuova faida di camorra

Clan Mallardo, un evento fondamentale ha dato il via alla nuova faida di camorra

Da una parte gli storici del clan, dall’altra l’ala scissionista della fazione che fa capo al boss scomparso Michele De Biase, detto “Paparella”. Giugliano si prepara al peggio


GIUGLIANO – A 48 ore dalla sparatoria che ha sconvolto le palazzine INA casa di Giugliano, cominciano ad emergere dettagli che aiutano a chiarire la dinamica del raid. La vittima è stata sorpresa lungo la strada e alla vista di due scooter con a bordo uomini con casco integrale si è rifugiato nel circolo della piazzetta: dopo aver subito i primi colpi di fucile, l’uomo è stato in grado di rispondere al fuoco dall’interno e ha messo in fuga il commando.

Ma un agguato di camorra non è mai fine a se stesso, parla a chi lo sa ascoltare: l’obiettivo dei killer era Gennaro Catuogno. La spedizione contro ‘o scoiattolo è stata il primo atto di una più che probabile faida interna al Clan Mallardo. Da una parte gli storici del clan, dall’altra l’ala scissionista della fazione che fa capo al boss scomparso Michele De Biase, detto “Paparella”.

‘O scoiattolo, uomo di fiducia di “Micheluccio” e parente del pentito Giuliano Pirozzi (è lo zio della moglie), è uno dei pochi “vecchi” ai vertici della nuova fazione, composta per lo più da giovanissimi. Una guerra fredda che ora rischia di diventare molto calda. Dopo la scomparsa di Michele De Biase, elementi storici del clan e nuove leve sono entrati in rotta di collisione. A ottobre del 2015 si erano avute le prime avvisaglie: sempre all’interno delle palazzine di via Colonne si era consumato un agguato nei confronti di Aniello “Nellino” De Biase, figlio di “Paparella”, considerato ora il capo dell’ala scissionista. Il giovane scampò al raid rifugiandosi in una palazzina. Il cosiddetto “clan delle Paparelle” da allora è cresciuto e si è consolidato sul territorio, tant’è che nessuno della vecchia guardia ha più tentato di metterli sotto scacco.

Dopo otto mesi, l’evento che pare abbia spinto la vecchia guardia ad imbracciare le armi e a dare inizio alla faida, sarebbe l’arresto di Michele De Simone detto “Gennaro ‘o capitone”, fermato il 20 maggio in piazza Matteotti armato e, come era solito girare, con il colpo in canna. De Simone, cutoliano della prima ora, faceva parte del gruppo di fuoco di “Paparella” ed era considerato dai rivali una scheggia impazzita, un soggetto senza scrupoli e molto pericoloso.

De Simone è amico di Catuogno, i due coetanei avevano iniziato insieme la carriera criminale compiendo efferate rapine. L’uscita di scena di “Gennaro ‘o capitone”, considerato da tutto il clan un soggetto con cui è sconsigliabile averci a che fare, uno dalla pistola facile, avrebbe convinto il gruppo storico dei Mallardo ad agire.

Giugliano, che era rimasta immune dalla guerra di camorra che sta interessando Napoli e provincia, vive, da oggi, con lo spettro, sempre più concreto, di una nuova faida sul territorio.