Il culto del colore

Il culto del colore

Grande affluenza all’edizione 2016 dell’Holy Festival di Napoli. Musica dal vivo e colore hanno dato vita ad uno spettacolo emozionante per tutti i presenti. Grande successo per la rievocazione di una tradizione che viene da molto lontano

@Saverio Nappo

esplosione di colori, esplosione di gioia
Esplosione di colori, esplosione di gioia

In India c’è una leggenda, tramandata di bocca in bocca, di storia in storia, da uomo a donna, da donna a uomo. È una leggenda secolare che risale in epoche così lontane che si collocano sul confine sottilissimo tra realtà e fantasia. È una storia allegorica che dipinge la lotta tra il male e il bene, tra la giustizia e l’ingiustizia, tra l’egoismo e l’altruismo. È una leggenda che descrive l’assenza di colore del male e la natura multicolor del bene. Da qualche parte, tra passato remoto e racconti per istruire i bambini, qualcuno risalì alla genesi del codice binario su cui si basa la vita dell’essere umano rifacendosi, con una semplicità disarmante, ai colori. Polvere siamo e polvere ritorneremo. Ok, ma di che colore?

Colore, musica, gioia e aggregazione
Colore, musica, gioia e aggregazione

Hiranyakashipu, il Re-demone, fu sconfitto da Vishnu e bruciato. Le fiamme si alzarono altissime, rosse e arancioni, nel cielo blu scuro, puntellato di stelle bianche scintillanti. Il rogo arse fino alle prime luci dell’alba, quando il cielo si colora di giallo ocra e l’aria si mescola con la rugiada azzurrina. I sudditi liberati si avvicinarono cautamente al rogo ormai spento. Più si avvicinavano al rogo spento, più il loro cuore rosso si riempiva di gioia gialla, rossa, verde, violetto, azzurra, arancio, rosa. Si cosparsero la fronte di cenere per simboleggiare la loro libertà dal nero e dal bianco. Nel tempo la cenere fu sostituita da polvere colorata. Perché la libertà è un arcobaleno che unisce le coscienze, che abbraccia i popoli e irradia tutto. La leggenda è diventata parte integrante della tradizione induista e, nel tempo, ha subito poche varianti. Tuttavia, nell’epoca del passaggio dalla terra promessa al mercato mondiale, anche le tradizioni di popoli lontanissimi vengono risucchiate dal vortice della globalizzazione. Vengono shakerate per bene e vengono servite fredde –con ghiaccio o come ghiaccio?- al miglior offerente. Così il mito della “sconfitta del Re-demone Hiranyakasipu” viene parcheggiato in un angolo remoto della storia per far posto all’aspetto più colorato e commerciale della leggenda.

Attimi di Holi Festival a Napoli, tra musica e colori
Attimi di Holi Festival a Napoli, tra musica e colori

L’Holi Festival viene celebrato in tutto il mondo, in corrispondenza del plenilunio, come vuole la tradizione induista. La musica live si lega ad hoc ai colori che si mescolano nell’aria e rendono tutto più bello, più magico, più unico. Non esistono più le diversità, esiste un solo colore che lì raggruppa tutti e ognuno è colorato di quel mix incredibile. L’Holi Festival si è tenuto in molte città d’Italia. A Napoli, il festival dei colori ha attirato una vera e propria marea di curiosi. Diecimila persone circa hanno ballato, gridato, sorriso, spensieratamente sotto un’interminabile pioggia di polvere dalle infinite sfumature. “Napule è mille culure” direbbe un tale.