Il boss alleato del clan Mallardo condannato al 41bis

Il boss alleato del clan Mallardo condannato al 41bis

Il braccio destro del ras Eduardo Contini. Il solo uomo che poteva permettersi, senza subire conseguenze, di “mettere in riga” alcuni componenti della famiglia, come il giovane Ettore Bosti


NAPOLI – Giuseppe Ammendola, ritenuto un esponente di spicco del clan Contini è stato ristretto alla misura prevista dall’articolo 41 bis. il cosiddetto ‘carcere duro’. Lo ha deciso il Ministero dell’Interno. Adesso Ammendola sarà trasferito in un penitenziario di massima sicurezza per essere sottoposto alla nuova misura restrittiva.

L’arresto. Il 54enne fu arrestato nello scorso mese di agosto. A far cadere il ras nella rete delle forze dell’ordine è un suo parente. Gli uomini in divisa lo seguono come un’ombra e lui li porta diritti sulla spiaggia di Torvaianica. Ammendola è in costume, seduto vicino a un ombrellone. Gli agenti che gli danno la caccia da mesi lo riconoscono subito: ma nemmeno in questo caso scatta il blitz. La spiaggia è affollata: gli investiga tori vogliono evitare il panico tra i bagnanti. Attendono circa trenta minuti: il ricercato si alza e si allontana dall’ombrellone. Venti metri più avanti i quattro agenti della sezione Catturandi della Mobile si qualificano e lo bloccano. Ha una carta d’identità ed una patente di guida falsificati. Un intervento ‘pulito’, come lo definiscono in Questura, senza ‘sbavature’.

Le indagini. Poi scattano gli accertamenti della polizia. Gli investigatori accertano che Giuseppe Ammendola aveva preso in affìtto un villino con la famiglia in via Colonia a pochi metri dalla spiaggia. Nell’abitazione hanno sequestrato 3.500 euro, due telefoni cellulari ed un computer. Sequestrata anche un’autovettura Peugeot. Stava trascorrendo le vacanze estive insieme ai parenti più stretti vicino Roma. In una località ‘anonima’: difficile intercettare un ricercato in una zona balneare ad agosto. Ammendola era in spiaggia tra decine di bagnanti. Era sereno e stava prendendo il sole in costume, quando è stato sorpreso dalla polizia, che lo ha arrestato dopo due anni di latitanza. Era in compagnia dei familiari e si stava intrattenendo forse da qualche settimana nella zona. Eseguito l’arresto, la poli- Fu arrestato nell’agosto scorso a Torvaianica: era in spiaggia zia ha perquisito il suo appartamento.

ettore bosti
              Ettore Bosti

Il ruolo all’interno del clan. L’ex latitante è ritenuto dagli inquirenti un “personaggio di spicco del clan Contini”, colpito da due provvedimenti restrittivi, uno emesso nel 2012 ed il secondo nel gennaio 2014. Era scomparso nel nulla dal maggio del 2012. Da quel momento le forze dell’ordine gli davano la caccia. Il braccio destro del boss Eduardo Contini. Il solo uomo, all’interno della cosca del Vasto, che godesse di una fiducia assai ampia da parte del capoclan tanto da potersi permettere, senza subire conseguenze, di “mettere in riga” alcuni componenti della famiglia, come il giovane Ettore Bosti, o di ritardare il pagamento della mensilità ai parenti del padrino stesso