Il mare prende, il mare dà

Il mare prende, il mare dà

Amalfi vince la 61ª Regata Storica delle Repubbliche Marinare, nelle acque di casa, nonostante il mare mosso e la pioggia battente. Spezzato il dominio di Venezia, vincitrice delle ultime tre edizioni

@Saverio Nappo

Attimi di battaglia durante la regata storia nelle acque di Amalfi
L'imbarcazione di Amalfi, con la città che si apre alle spalle dei rematori
L’imbarcazione di Amalfi, con la città che si apre alle spalle 

Ci hanno sempre detto che, quando c’è cattivo tempo, è bene evitare di fare il bagno e di aggirarsi sulla costa. Fulmini, vento forte, le onde che infrangendosi violentissime sugli scogli e sui pontili rendono insidiosi i marciapiedi, le strade, le spiagge. Insomma, non so quanto ci sia di vero in questo allarmismo genitoriale. So però che il richiamo del mare è ammaliante, ipnotizzante, impossibile da ignorare. Poco importa che sia in burrasca o piatto come una tavola. Il mare chiama, il mare prende, il mare da. Ad esso è legata la penisola italiana, in un abbraccio infinito come il blu quando lo guardiamo da una nave a largo diretta chissà dove. Blu ovunque, tutto intorno. Al mare è legata anche la tradizione dei popoli marittimi, pescatori e conquistatori, esploratori o poeti in cerca di muse bellissime. Al mare è legata indissolubilmente la storia delle Repubbliche Marinare e la loro perenne competizione. Chi è la più bella del reame, o mar Mediterraneo?

Locandina degli anni '60, in onore della rievocazione della sfida
Locandina degli anni ’60, in onore della rievocazione della sfida

Le quattro città –Amalfi, Genova, Pisa e Venezia– tengono in vita la storia. Quella dei propri popoli e quella delle loro gesta. Una parata rievoca i vecchi nefasti ricordando scenari di conquiste e di gloria, bagnati da acqua di mare limpido. Proprio la parata introduce ogni anno -tra la fine di maggio e l’inizio di luglio- una gara. Una battaglia, mascherata con il classico “vinca il più forte”. Si gareggia per l’onore! Si gareggia per i vessilli che sventolano fieri in mezzo al blu del Mediterraneo, sulle poppe delle imbarcazioni. Ogni anno una delle quattro città ospita la competizione. Quest’anno è toccato ad Amalfi. Lo specchio d’acqua luogo della gara-battaglia è stato il tratto di mare che collega Vettica con Amalfi, per una distanza di 2 mila metri. La storia dice che è Venezia a presentare l’equipaggio più forte. Lo dicono le 33 vittorie su 61 regate, dalla prima disputatasi nel 1956 a quella di quest’anno, 2016. Però l’orgoglio è una fiamma che arde perpetuamente, su tutte le cose. Amalfi detiene il secondo posto nella classifica con le 11 vittorie ottenute nella storia della competizione. A seguire Pisa e Genova appaiate a braccetto al terzo posto con 8 vittorie a testa.

Attimi di agonismo e mitologia, nel mare blu amalfitano
Attimi di agonismo e mitologia, nel mare blu amalfitano

Si gareggiava nelle acque della Costiera Amalfitana, all’ombra dei monti Lattari che cadono a strapiombo sulle onde. La città, l’antica Repubblica del Cavallo Alato, gli amalfitani, hanno chiesto la vittoria e l’onore. E così è stato. Amalfi, però, parte male ritrovandosi nelle retrovie, costretta a recuperare mare e svantaggio alle altre tre imbarcazioni. Metro dopo metro, remata dopo remata, sforzo dopo sforzo, pezzo di mare dopo mezzo di mare, Amalfi si riporta a ridosso di Pisa, dominatrice fino a qualche metro prima del traguardo. La fatica è stata cancellata, praticamente annullata, dal sostegno dei tantissimi amalfitani assiepati sulla costa. Il dominio di Venezia è spezzato. Emanuele Liuzzi, Luca Parlato, Fabio Infimo, Mario Paonessa, Enrico D’aniello. Amalfi vince la regata storica. Sotto la pioggia. A casa sua.

Le quattro Repubbliche si sfidano nel mare amalfitano, rievocando miti e ricorsi storici
Le quattro Repubbliche si sfidano nel mare amalfitano, rievocando miti e ricorsi storici