L’appello dei docenti della Federico II, ecco 10 bugie sull’Università

L’appello dei docenti della Federico II, ecco 10 bugie sull’Università

Dal 2007 vi sono stati dei provvedimenti volti a ridimensionare le università, negli ultimi anni i finanziamenti sono stati spostati dal Sud al Nord


NAPOLI – Nel giorno del compleanno della prestigiosa università Federico II, ben 792 anni di cultura pubblica, continua ad apparire su diversi giornali ( Mattino, Corriere della Sera ) l’appello di alcuni docenti dell’ateneo in merito ai mancati finanziamenti dello Stato che ben presto, scrivono, provocheranno la chiusura di diverse sedi universitarie nel Sud.

Dal 2007 vi sono stati dei provvedimenti volti a ridimensionare le università, negli ultimi anni i finanziamenti sono stati spostati dal Sud al Nord e sono gli studenti a avvertirne, più di tutti, il movimento. Riportiamo qui i 10 punti (bugie) che l’opinione pubblica ha in merito al lavoro degli atenei.

1. In Italia ci sono troppe università – FALSO: abbiamo meno università, in rapporto alla popolazione, di Spagna, UK, Germania, Francia. Inoltre, dal 2007 al 2015 c’è stata una riduzione di matricole del 12.3% (al Sud è stata del 20.7%) ed abbiamo una bassissima percentuale di laureati: tra la popolazione di 30-34 anni, solo il 23.9%, contro il 37.9% della media europea.
2. La ricerca italiana non è competitiva – FALSO: i lavori scientifici degli studiosi italiani, rapportati agli investimenti in ricerca, sono più citati di quelli dei colleghi di Francia, Germania e Stati Uniti: i docenti universitari italiani con pochi mezzi per la ricerca riescono a mantenere una produzione scientifica di prestigio internazionale.
3. Laurearsi in Italia non serve – FALSO: nel 2014, nonostante il protrarsi della crisi, il tasso di disoccupazione tra i laureati è stato del 17.7%, tra i diplomati del 30.0% mentre tra quelli con sola licenza media del 48.1%.
4. L’Italia spende adeguatamente per la ricerca – FALSO: L’Italia investe solo l’1.2% del PIL contro 2.8% di Germania, 2.2% di Francia, 1.7% di Gran Bretagna (la media europea è circa del 2%).
5. L’Italia investe adeguatamente in istruzione universitaria – FALSO: nel periodo 2008-2014 si è avuta una riduzione del 21% dei finanziamenti all’ Università Pubblica; in altri paesi c’è stato un significativo incremento (Francia +3.9%, Germania +23.0%).
6. In Italia le tasse universitarie sono basse – FALSO: a parità di potere d’acquisto, le tasse italiane sono tra le più alte d’Europa: 1.6 volte le tasse svizzere e 1.9 volte quelle austriache. E’ da sottolineare che nei paesi scandinavi, in Germania, ed in alcuni paesi dell’Est-europeo, gli studenti universitari non pagano tasse.
7. L’Italia garantisce il diritto allo studio – FALSO: nell’ anno accademico 2014/15 il 25.1% degli studenti, che avrebbe avuto DIRITTO a una borsa di studio, NON LA HA RICEVUTA. Questa percentuale sale al Sud al 47.6%, con punte del 61.5% nelle isole. Nel 2015, il 23.3% delle matricole residenti nel Sud si è iscritto in Università del Centro-Nord determinando un nuovo fenomeno di emigrazione.
8. Il governo riconosce la dignità ed il ruolo della docenza universitaria – FALSO: tra le categorie del pubblico impiego SOLO I DOCENTI UNIVERSITARI hanno visto prolungato il blocco degli stipendi per
il 2015 e NON HANNO AVUTO il riconoscimento giuridico DELL’ANZIANITÀ MATURATA NEL QUINQUENNIO 2011-2015 durante il quale hanno continuato ad insegnare, pubblicare articoli scientifici, tenere esami, seguire i tesisti, ovvero a lavorare, senza che ciò abbia prodotto i dovuti effetti giuridici.
9. Il governo ha stanziato 2,5 miliardi di nuove risorse per la ricerca – FALSO: il GOVERNO SI FA VANTO di risorse già previste in bilancio dal 2014 che, oltre a essere state ridotte, in parte derivano proprio dal risparmio dovuto al mancato riconoscimento dell’anzianità maturata dai docenti nel quinquennio 2011-2015. Per contro, il governo prevede uno stanziamento di 1,5 miliardi in 10 anni per la realizzazione dello Human-Technopole nell’ ex area Expo, affidato all’ Istituto Italiano di Tecnologia (ITT), FONDAZIONE DI DIRITTO PRIVATO.
10. La Valutazione della Qualità degli Atenei ha l’obiettivo di premiare gli Atenei meritevoli – FALSO: l’ attuale sistema non prevede risorse aggiuntive per i “meritevoli”; viene solo ridistribuita tra gli Atenei una quota dello scarso e decrescente finanziamento ordinario sulla base di criteri che vengono cambiati continuamente (in 6 anni 22 diversi criteri!) e stabiliti a posteriori. Valutazione e merito, valori nei quali crediamo fortemente, sono utilizzati strumentalmente per giustificare una brutale riduzione del finanziamento al sistema universitario pubblico favorendo alcune Università del Nord.