Morte Giovanni Galluccio, un anno dopo: la galleria del Caan intitolata al giuglianese

Morte Giovanni Galluccio, un anno dopo: la galleria del Caan intitolata al giuglianese

Era il 7 luglio del 2015 quando Giovanni Galluccio fu ucciso all’interno del mercato di Napoli. La cerimonia di intitolazione si svolgerà giovedì prossimo a partire dalle 9


VOLLA – Era il 7 luglio del 2015 quando Giovanni Galluccio fu ucciso all’interno del Centro Agroalimentare di Napoli. Stava lavorando nello stand di famiglia e il destino gli mise davanti un uomo armato di pistola. Ad un anno esatto da quella morte assurda, la galleria dell’ortofrutta del Caan sarà dedicata al 23enne di Giugliano.
 
La cerimonia di intitolazione si svolgerà giovedì prossimo a partire dalle 9. Le sorelle del ragazzo leggeranno un messaggio alle istituzioni e a seguire il parroco don Vittorio officerà una messa nella sala conferenze del Caan. In seguito, proprio a ridosso dello stand ‘La California” – società della famiglia Galluccio – sarà scoperta una targa in memoria del 23enne. Erano le 8 del mattino del 7 luglio del 2015 quando gli operatori del Centro Agroalimentare di Napoli furono scossi dal rumore sordo dei proiettili esplosi da un pistola di piccolo calibro.
La ricostruzione dell’accaduto fatta dagli investigatori fu agghiacciante. Un uomo arrivò nei pressi dallo stand della società ‘La California” e si diresse armato verso Giovanni Galluccio. L’uomo gli puntò una pistola contro e sparò, poco dopo lo fece ancora una volta, colpendo all’addome Giuseppe Sarracino, intervenuto in aiuto dell’amico e collega Giovanni. Galluccio fu trasportato all’ospedale Loreto Mare con una macchina di  fortuna, poiché nonostante le grandi dimensioni e l’enorme afflusso quotidiano di persone, il Caan non dispone di un presidio medico.
Le indagini dei carabinieri della compagnia di Torre del Greco furono immediate e permisero di chiudere il cerchio su tre persone. Dopo circa due ore di ricerche i militari fecero irruzione all’interno di un appartamento a San Sebastiano al Vesuvio e fermarono Salvatore Aveta, il figlio Ciro ed una terza persona, il 23enne di Ponticelli Giovanni Maio.
All’origine dell’azione commessa ci sarebbe una lite scoppiata per futili motivi tra Salvatore Aveta e Giovanni Galluccio, titolare di uno stand nel  mercato. Aveta fu sorpreso ad urinare proprio nei pressi dello stand, ed allontanato. Tornò il giorno dopo con la pistola carica e fece fuoco. I due Aveta, a distanza di un anno da quei fatti, sono ancora rinchiusi in carcere. Meno grave la posizione di Giovanni Maio, finito ai domiciliari. Secondo gli inquirenti il ragazzo non sarebbe mai entrato all’intemo del mercato ortofrutticolo. Il processo è aggiornato al prossimo 21 settembre davanti alla quarta sezione della corte d’Assise di Napoli.
Intanto ad un anno esatto da quell’assurdo delitto, nulla è cambiato all’interno del Centro Agroliamentare. Le richieste delle associazioni di categoria dei mercatali sono cadute nel vuoto. Ancora oggi non è stato istituito un punto di primo soccorso in caso di infortuni e manca anche un presidio delle forze dell’ordine. “Qui chiunque può entrare e ammazzare un uomo”, denunciarono i mercatali lo scorso anno. Oggi è rimasto tutto immutato.