Processo Resit, attesa per la sentenza. Cipriano Chianese potrebbe avere 30 anni

Processo Resit, attesa per la sentenza. Cipriano Chianese potrebbe avere 30 anni

Stessa richiesta di condanna per Gaetano Cerci e Giulio Facchi, ex sub commissario all’emergenza rifiuti


GIUGLIANO – Attesa per il prossimo venerdì l’udienza finale del processo Resit, in quella occasione infatti dovrebbero essere emesse le sentenze di primo grado ai danni dei quattordici imputati, alla sbarra per il reato di disastro ambientale compiuto nel sito di Cipriano Chianese, che rischia 30 anni così come richiesto dal pubblico ministero Alessandro Milita nella requisitoria del 6 maggio. Pena analoga richiesta anche per Gaetano Cerci, imprenditore legato alla P2, e Giulio Facchi, ex sub commissario per l’emergenza rifiuti nel periodo 2000-2004 con Bassolino commissario, 24 anni la pena chiesta per Elio Roma mentre per Generoso e Raffaele Roma sono stati chiesti 22 anni. I sei imputati, secondo l’accusa, hanno operato per favorire il clan camorristico dei casalesi.

La requisitoria è arrivata dopo ben 178 udienze e circa sei anni di un processo che ha fatto emergere l’enorme volume d’affari che negli anni ’90 ha indissolubilmente legato business dei rifiuti e malavita organizzata. Per la bonifica della Resit, nella cosiddetta “area vasta” e sotto sequestro dal 2004, era stata indetta una gara d’appalto bloccata poi dall’autorità anticorruzione di Raffaele Cantone per presunti legami tra la ditta vincitrice e alcuni imputati nel processo romano denominato “mafia capitale”.

Oltre a quelle per i sei imputati principali, le richieste del PM sono di 20 anni per Carmine Di Cicco e Antonio Frattaruolo, 18 per Remo Alfani, Mosè di Meo, Enrico Santillo e Luigi Di Marino, 6 anni e 6 mesi per Giovanni Ferrante, 4 anni e 8 mesi per Giancarlo Sarno, 4 anni per Carlo Vetrano. Chiesta la prescrizione dei reati per i collaboratori di giustizia Dario De Simone e Raffaele Ferrara, mentre per Lucio Sagliocco, Felice Russo, Bruno Mazza, Giuseppe Barbato, Luigi Pezone e Gaspare Giordano è stata chiesta l’assoluzione.