Si appropriava di cappelle del cimitero e le rivendeva, guai per Carmine Montuoro

Si appropriava di cappelle del cimitero e le rivendeva, guai per Carmine Montuoro

L’inchiesta partita dalla denuncia di una cittadina francese che trovò la cappella di famiglia col nome cambiato


NAPOLI – Truffa aggravata ai danni del comune di Napoli e di privati cittadini, questo il motivo che ha portato Carmine Montuoro, esponente della nota famiglia di imprenditori nel ramo delle pompe funebri, a finire nel registro degli indagati. Montuoro si sarebbe infatti impossessato illecitamente di alcune storiche cappelle gentilizie del cimitero di Poggioreale, rivendendone poi i loculi ad ignari acquirenti.

Le indagini sono partite dalla denuncia di una cittadina francese, a Napoli per visitare la cappella di proprietà della sua famiglia, i de Grasset, sin dai tempi del regno delle due Sicilie, quando fu assegnata ad un suo antenato in servizio militare sotto Re Ferdinando I di Borbone. Giunta sul posto, però, l’aveva trovata ristrutturata e con un nuovo cancello di cui, ovviamente, non aveva le chiavi. Cambiata anche l’insegna, che recitava “Santangelo  IV”.

La cappella de Grasset fu sequestrata nel giugno 2015, lo sviluppo delle indagini ha portato gli uomini della Guardia di Finanza a scoprire che Montuoro si era impossessato con la medesima strategia di altre otto cappelle gentilizie, contenenti fino a 100 loculi l’una, rivenduti poi a privati ottenendo notevoli guadagni illeciti. Oggi, quindi, sono scattati i sigilli anche per le altre strutture.