Fumo nero, notte in bianco. La puzza del rogo tiene sveglia tutta la provincia

Fumo nero, notte in bianco. La puzza del rogo tiene sveglia tutta la provincia

In cenere un campo rom, il fenomeno resta collegato – direttamente o meno – alla presenza delle comunità sul territorio


GIUGLIANO – Fumi respirati tutta la notte ed in tutta la provincia napoletana, il terribile rogo che ieri ha spazzato via il campo rom tra Casoria, Casalnuovo ed Afragola ha lasciato traccia di sé anche dopo che le fiamme sono state spente. Numerose le segnalazioni di persone che non sono riuscite a dormire per la puzza di plastica bruciata, portata dal vento a diversi km di distanza.

Non solo i paesi in prossimità dell’incendio, le tracce nauseabonde dell’incendio si sono propagate in tutte le direzioni e hanno “regalato” una notte insonne anche a tantissimi giuglianesi, che hanno riportato le proprie lamentele sui social.

La causa dello spaventoso rogo non è ancora stata accertata, ma la vastità e la violenza dello stesso non lascerebbe dubbi sulla natura dolosa. Che siano stati gli stessi rom a ridurre in cenere le proprie baracche accidentalmente è una ipotesi che non può essere scartata a priori. Ma è anche possibile che qualcuno non li volesse più lì.

Quale che sia il motivo, quello di ieri è purtroppo solo uno dei tanti episodi simili che vanno in scena quotidianamente nella famigerata “Terra dei fuochi” e che, in un modo o nell’altro, sono collegati alla presenza delle comunità rom sul territorio. Additare i rom come unici colpevoli dei roghi è quanto mai semplicistico ed approssimativo, ma negare che quasi sempre ne siano gli autori materiali è una pericolosa ingenuità stimolata dal timore di passare per razzisti ed intolleranti.

Il problema resta, nonostante varie le passerelle politiche ed i militari inviati a presidio del territorio. La popolazione è esasperata e spesso si lascia andare a commenti sopra le righe sulle pagine dei social. Si mobilitano associazioni, si indicono manifestazioni, ma non è possibile che la risposta debba arrivare dal basso. Chi amministra – dagli uomini alla guida delle piccole città fino a quelli a capo del governo – deve, una volta per tutte, assumersi le proprie responsabilità.