Il mistero dei lingotti d’oro e la grande fuga di Antonio, il vigilantes di Frignano

Il mistero dei lingotti d’oro e la grande fuga di Antonio, il vigilantes di Frignano

Un tesoro del valore di 4,5 milioni di euro. Si scava nella vita di Di Stazio, si cerca di capire il ruolo che può avere avuto nel colpo


AREZZO – La storia è da ieri sulla bocca di tutti: ad Arezzo è sparito un carico di lingotti d’oro dal valore di 4,5 milioni di euro e l’ultima persona collegata a quell’oro è il vigilantes Antonio Di Stazio.

La storia. L’uomo, 60 anni di Napoli, ma sposato con una donna di Frignano  in provincia di Caserta. Si è trasferito in Toscana diversi anni fa dopo la separazione con la moglie, da cui aveva avuto quattro figli: tre femmine e un maschio. Da poco aveva iniziato una breve relazione con una donna ucraina. Lavorava con l’agenzia di vigilanza Securpol da molto tempo ed era considerato un elemento fidato. Chi lo conosce lo descrive come un “bonaccione” ed è rimasto di stucco alla notizia del suo coinvolgimento in affari illeciti.

Colpaccio o rapimento?.  Resta il mistero intorno alla sparizione del tesoro contenuto all’interno del furgone. Ieri, Di Stazio e un collega arrivano all’ultima tappa del loro giro di raccolta tra le aziende della zona: l’altro vigilantes scende per effettuare il carico ma al suo ritorno del furgone e di Di Stazio nessuna traccia.

Subito sono scattate le ricerche dei carabinieri: il furgone sarà rinvenuto poco dopo nelle campagne aretine, vuoto. Gli inquirenti non escludevano nessuna pista ma qualcuno ha subito pensato che il vigilantes potesse aver messo a segno il colpo della vita garantendosi una pensione – è proprio il caso di dirlo – dorata. A supporto di questa tesi ci sono le immagini delle telecamere di sicurezza poste in zona: dai fotogrammi si vede il furgone viaggiare in direzione del luogo della sparizione di Di Stazio senza presenze che potessero far pensare a ladri o rapitori.

Nelle ultime ore però si sta facendo anche strada l’ipotesi: che il vigilantes sia stato vittima di una rapina e che possa essere stato sequestrato come ostaggio, almeno questo è quanto filtra da alcune persone vicine alla famiglia di Di Stazio. A supporto di questa tesi, che vedrebbe il vigilantes  come una vittima, c’è il profilo dell’uomo: non ha precedenti penali e l’azienda di sicurezza riponeva piena fiducia in lui. In più è difficile pensa che un colpo del genere possa essere stato messo a segno da un solo uomo, per giunta non più giovanissimo, come il vigilantes.

La domanda che tutti si pongono ora è: dov’è finito tutto quell’oro?