Inchiesta Jambo: sequestrati ristoranti e centri scommesse del clan dei Casalesi

Inchiesta Jambo: sequestrati ristoranti e centri scommesse del clan dei Casalesi

Le indagini della DDA ha permesso di ricostruire un giro d’affari di ristoranti e centri scommesse riconducibili alla fazione di Michele Zagaria


CASERTA – Alle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Ros hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro nei confronti di Angelo Bamundo, Carlo Bianco, Michele Fontana, Tommaso Tirozzi e Nicola Vittorio. Gli indagati sono originari di San Cipriano, Casapesenna, Casal di Principe, Villaricca e San Marcellino.

Sono stati sequestrati anche 7 tra abitazioni e case vacanze, un’auto, 3 negozi nel settore ristorazione e scommesse, 6 conti correnti e libretti per un valore di due milioni e mezzo di euro.

La misura patrimoniale deriva dall’operazione Zenit quella sugli interessi del clan Zagaria nel gioco d’azzardo che portò i Ros ad effettuare alcuni arresti già nello scorso mese di maggio. La prima fase dell’inchiesta aveva perso di scoprire il coinvolgimento del clan nella gestione del centro commerciale Jumbo. La seconda fase delle indagini ha permesso di delineare un contesto associativo di tipo mafioso riconducibile al gruppo Zagaria che si sarebbe avvalso di un gruppo armato formato secondo le indagini da Paolo Natale, Francesco Perna e Tommaso Tirozzi, che, sotto la direzione di Giovanni Garofalo, e dei complici Carlo Bianco e Attilio Pellegrino, avrebbe effettuato una serie di estorsioni ai danni dei commercianti.

Inoltre le indagini hanno appurato come i fratelli Garofalo fossero a capo del gruppo di Casapesenna e gestivano, attraverso una rete di prestanome, tra cui Nicola Vittorio, di internet point, sale giochi, bar e centri scommessi, nonchè l’esclusiva distribuzione nell’area di slot machine.